Bilancio in rosso per il bistrot milanese di Borghese, Leotta e Giusti
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Redazione Economia
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L'esperimento imprenditoriale che unisce ristorazione e sport, inaugurato con notevole clamore mediatico nella primavera dello scorso anno, deve fare i conti con numeri che, al momento, non riescono a bilanciarsi. Il locale, che sorge all'interno di un moderno impianto dedicato al padel, era stato presentato come un'idea vincente per catturare un pubblico giovane e dinamico, interessato tanto al gioco quanto alla possibilità di un pasto veloce o di un aperitivo. Le premesse, come spesso accade in simili operazioni che vedono coinvolti personaggi noti al grande pubblico, sembravano tutte orientate verso un successo pressoché scontato, complice la visibilità garantita dai volti televisivi e la moda imperante di quello sport. I fatti, tuttavia, narrati dai freddi dati contabili, hanno riservato una partenza ben più complessa, mostrando come il passaggio dalla teoria alla pratica commerciale richieda spesso tempi di assestamento non trascurabili.
Il peso dei numeri sull'entusiasmo iniziale
Come confermato dalla recente assemblea dei soci della Padel Palace srl, la società che possiede e gestisce il bistrot, il bilancio relativo all'esercizio 2024 si è chiuso con un passivo di 381mila euro. Una cifra che, se posta a confronto con quella dell'anno precedente, assume un rilievo ancor più significativo, poiché le perdite del 2023 si erano attestate a 136mila euro. In altre parole, il disavanzo si è quasi triplicato nel corso dei primi dodici mesi di attività effettiva, nonostante il locale abbia comunque registrato un incremento nei ricavi. Questo particolare, spesso trascurato nelle narrazioni più superficiali, indica che l'attività ha effettivamente generato un giro d'affari, il quale però non è stato sufficiente a coprire i costi di gestione, le spese di avviamento e, presumibilmente, gli investimenti iniziali necessari per far decollare l'operazione.
Un format da rodare nonostante il lancio in grande stile
L'apertura del locale, avvenuta nel marzo del 2024, era stata accompagnata da un evento di lancio che aveva raccolto l'attenzione della stampa di settore e non solo, puntando molto sulla novità del connubio tra cibo e padel. L'idea di fondo, che molti ritenevano promettente, era quella di offrire un servizio integrato a una clientela già presente in struttura per motivi sportivi, cercando di trattenere gli appassionati anche dopo la partita. Lo chef Alessandro Borghese, noto al pubblico per i suoi programmi di cucina, aveva portato il proprio nome e la propria consulenza per la definizione del menu, mentre la presenza di altri soci come la conduttrice Diletta Leotta e l'attore Max Giusti contribuiva ad amplificare la risonanza dell'iniziativa. Nonostante questo potenziale, il risultato economico del primo esercizio completo evidenzia le difficoltà oggettive di far funzionare un'attività di ristorazione, settore notoriamente competitivo e margine, soprattutto in una grande città come Milano.
La sfida del mercato e il percorso da compiere
La situazione descritta dai documenti contabili non costituisce, in sé, un elemento di sorpresa per gli addetti ai lavori, abituati a vedere come il percorso di stabilizzazione di un nuovo locale possa richiedere diversi cicli di bilancio. Il dato, tuttavia, segnala con chiarezza che il semplice appeal dei nomi dei soci, seppur fondamentale per lanciare un brand, non è di per sé una garanzia di immediato successo finanziario. Occorre, piuttosto, che il modello di business si dimostri solido nel tempo, conquistando la fedeltà di una clientela costante e ottimizzando tutti i processi gestionali. La crescita dei ricavi è un segnale positivo, che dimostra un certo interesse da parte del pubblico, ma la sfida principale per la società consisterà ora nel trasformare quel fatturato in profitto, riducendo il divario tra entrate e uscite che al momento genera il pesante disavanzo.




