La guerra si allarga: droni ucraini verso Mosca, la Russia minaccia Londra
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Redazione Esteri
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La notte appena trascorsa ha portato con sé un'altra offensiva aerea senza precedenti, con le difese russe costrette a intercettare e abbattere sei droni che si dirigevano verso il centro di Mosca. Lo ha reso noto il sindaco della capitale, Sergei Sobyanin, citato dall'agenzia di stampa Ria Novosti, confermando che la minaccia dei velivoli senza pilota continua a farsi sempre più pressante alle porte del Cremlino.
Parallelamente, la tensione diplomatica si è inasprita con un nuovo scambio di accuse: la Russia ha avvertito la Gran Bretagna che "pagherà" per i droni di fabbricazione britannica forniti all'Ucraina, utilizzati per colpire obiettivi militari e infrastrutturali in profondità nel territorio russo. In una dichiarazione ufficiale, l'ambasciata russa a Londra ha accusato il Regno Unito di essere diventato "complice e coautore" degli attacchi e di "optare deliberatamente per un'escalation" del conflitto, alimentando ulteriormente le frizioni tra le potenze nucleari.
L'offensiva aerea e la strategia di Kiev
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, al termine di una riunione con i vertici dell'esercito, ha annunciato che le operazioni di attacco a lungo raggio contro le retrovie della Federazione Russa proseguiranno senza sosta anche nel mese di settembre. Come scritto dallo stesso Zelensky sul proprio canale Telegram, "abbiamo confermato le priorità degli attacchi in profondità nelle prossime settimane e a settembre", segnalando una chiara volontà di mantenere alta la pressione sul fronte interno nemico.
Le statistiche parlano chiaro: nelle ultime ventiquattro ore, secondo fonti russe, sarebbero stati impiegati quasi 1.500 droni in azioni di disturbo e attacco, un numero impressionante che testimonia la capacità industriale e operativa messa in campo da Kiev per logorare le difese aeree e le strutture logistiche avversarie. L'intelligence ucraina, d'altro canto, sta mirando con precisione a quei nodi nevralgici che considerano fondamentali per lo sforzo bellico di Mosca, come i centri di stoccaggio e distribuzione di materiale bellico.
Wildberries, il gigante dell'e-commerce nel mirino
Tra gli obiettivi più significativi degli ultimi giorni figura il colossale centro logistico di Wildberries, il principale operatore russo del commercio elettronico spesso soprannominato "l'Amazon russa". Il deposito preso di mira, un complesso di circa 250.000 metri quadrati situato nel parco industriale di Koledino, a Podolsk, nella regione di Mosca, a circa 420 chilometri dal confine ucraino, è stato colpito nel corso del fine settimana, come riferito dal ministero della Difesa di Kiev.
Si tratta di un attacco che porta la guerra ancora più in profondità nel cuore della Russia, colpendo non solo strutture logistiche civili ma, secondo le accuse di Kiev, anche basi utilizzate per scopi militari. Zelensky ha dichiarato che questi giganteschi hub non muovono solo merci civili, ma vengono utilizzati come basi logistiche per l'esercito russo per distribuire ai militari componentistica per armamenti, per la produzione di droni e hardware.
Dall'inizio della campagna aerea studiata da Kiev, iniziata il 18 luglio, i droni ucraini hanno colpito 20 tra strutture e magazzini logistici di Wildberries in tutto il territorio russo, riuscendo a mettere a segno un duro colpo a sette dei dieci magazzini principali dell'azienda.
Le mosse della diplomazia e le tensioni nella regione
Sul fronte interno, il Cremlino ha intensificato la pressione contro il dissenso, adottando un pugno duro nei confronti del partito pacifista Yabloko, mentre la vicina Moldova ha segnalato l'ingresso di un drone nel proprio spazio aereo, un evento che aggiunge un ulteriore tassello alla crescente instabilità regionale.
Il quadro internazionale si complica ulteriormente alla luce delle preoccupazioni espresse dalla CNN, secondo cui l'Ucraina avrebbe quasi esaurito le scorte di intercettori per i sistemi Patriot, un elemento che potrebbe influenzare la capacità di Kiev di difendersi dai continui bombardamenti russi.
La strategia ucraina sembra quindi fondarsi su un duplice binario: da un lato, la difesa del cielo nazionale, sempre più difficile senza le adeguate forniture occidentali; dall'altro, l'offensiva in profondità, con l'obiettivo di colpire l'economia e la logistica russa per indebolire la capacità di Mosca di sostenere il conflitto nel lungo periodo.
Le minacce della Russia alla Gran Bretagna rappresentano un campanello d'allarme, segnalando che il ricorso a tecnologia militare occidentale da parte dell'Ucraina sta innalzando il livello di confronto, con il rischio di coinvolgere direttamente le nazioni della NATO in una spirale di ritorsioni.
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