I signori delle banche festeggiano: i trimestrali da record di Intesa, Unicredit e gli altri

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nonostante un contesto economico ancora segnato da incertezze, i principali istituti di credito italiani hanno chiuso il primo trimestre del 2025 con numeri che, senza mezzi termini, possono definirsi storici. Intesa Sanpaolo, in particolare, ha bruciato ogni precedente record con un utile netto di 2,615 miliardi di euro, superando non solo le performance degli anni passati ma anche le attese degli analisti, che avevano stimato un risultato intorno ai 2,4 miliardi. Un balzo del 13,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, frutto di ricavi stabili (6,8 miliardi, +0,5%) e di una crescita delle commissioni nette del 7%, che hanno compensato il calo dell’8% del margine di interesse.

A spingere i conti, oltre all’efficienza gestionale, ci sono anche gli investimenti nella transizione ESG, con oltre 70 miliardi di euro destinati a finanziamenti green e progetti sostenibili. Di questi, più di un miliardo è stato impiegato in mutui a impatto ambientale, segnando un’accelerazione nella strategia del gruppo guidato da Carlo Messina.

Ma il vento favorevole non soffia solo per Intesa. Banco Bpm, infatti, ha registrato 511 milioni di utile netto, il miglior trimestre della sua storia, mentre Bper ha raggiunto i 443 milioni, altro primato assoluto. Anche Monte dei Paschi di Siena, dopo anni di difficoltà, ha mostrato una ripresa significativa, con un utile di 413 milioni, in aumento del 24% rispetto all’anno precedente.

I dati, pubblicati oggi nel resoconto intermedio al 31 marzo 2025 e depositati presso la sede sociale di Torino, confermano una tendenza che vede il settore bancario italiano in netta controcorrente rispetto alle previsioni più caute. Se da un lato il calo dei tassi ha compresso i margini, dall’altro l’aumento delle commissioni e la gestione del credito hanno permesso di compensare le perdite, garantendo profitti inaspettati.

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