Digger, il flop da 245 milioni e il fantasma di Birdman

Digger, il flop da 245 milioni e il fantasma di Birdman
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
CULTURA E SPETTACOLO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C'è una scena in Birdman (2014) di Alejandro Iñárritu in cui il protagonista, interpretato da Michael Keaton, incontra per caso in un bar la critica teatrale intenzionata a stroncare il suo spettacolo. I due hanno un acceso scambio di vedute: l'attore accusa la giornalista di non comprendere realmente il mondo se non attraverso limitate griglie di valutazione, la giornalista controbatte pacatamente ricordandogli che le sue sono solo velleità da celebrità hollywoodiana e che il suo spettacolo è destinato a fallire.

La battuta finale di Tabitha Dickinson è rimasta nella memoria di chiunque abbia visto la pellicola: «Distruggerò il tuo spettacolo».

Un copione che si ripete dodici anni dopo

La storia sembra essersi ripetuta, ma con i ruoli invertiti. Questa volta è Iñárritu a trovarsi dalla parte di chi vede il proprio lavoro sbranato, e non da una singola critica vendicativa, ma da una parte consistente della stampa internazionale. Digger, la sua nuova fatica con protagonista Tom Cruise, sta ottenendo nelle sale un risultato che definire disastroso è persino riduttivo.

Dopo un debutto da appena 8 milioni di dollari negli Stati Uniti e circa 20 milioni nel resto del mondo, il film ha registrato un calo del 60% nel secondo fine settimana, portando il totale domestico a 14,4 milioni e quello globale a 35,3 milioni di dollari.

I numeri di un tracollo annunciato

Le proiezioni indicano una chiusura della corsa cinematografica intorno ai 50 milioni di dollari a livello mondiale, una cifra che si sgretola di fronte ai costi sostenuti da Warner Bros. Il budget iniziale di 125 milioni è lievitato fino a una forbice compresa tra 160 e 180 milioni a causa dell'allungamento delle riprese, ai quali si aggiungono circa 100 milioni destinati alla campagna di marketing.

Variety stima che il film avrebbe dovuto incassare circa 350 milioni per raggiungere il pareggio, considerando anche la quota trattenuta dagli esercenti; la major indica invece una soglia di 300 milioni. Entrambe le cifre restano lontanissime dalle previsioni finali.

Una satira che non ha trovato il suo pubblico

Il progetto partiva da una premessa difficile da vendere: una satira ambientalista vietata ai minori, con Cruise nei panni di un eccentrico magnate del petrolio texano la cui compagnia provoca una catastrofe ecologica potenzialmente devastante per l'Europa. Un film originale e adulto, lontano dai franchise riconoscibili che hanno sostenuto la carriera dell'attore negli ultimi anni.

La critica si è spaccata in modo profondo: Peter Bradshaw del Guardian ha parlato di «satira superficiale, faticosa e autocelebrativa», assegnando due stelle, mentre altri hanno difeso l'ambizione del progetto. Digger è l'ultima uscita standalone di Warner Bros. prima della fusione con Paramount, e arriva in un'annata già segnata dalle delusioni di Supergirl e La sposa!.

Il conto in banca di Cruise

Per Tom Cruise si profila il più costoso passo falso della carriera. L'attore, che aveva scelto un progetto lontano dalle acrobazie di Mission: Impossible, rischia di veder trasformato quello che doveva essere un veicolo da Oscar in un caso di scuola sui limiti del potere delle star. Il debutto di Digger è stato il più basso per un film con Cruise protagonista dai tempi di Leoni per agnelli del 2007.

Se le stime di perdita da 245 milioni di dollari dovessero essere confermate, il film entrerebbe nella lista dei maggiori insuccessi economici di Hollywood, accanto a titoli come Corsari, Mortal Engines e The Marvels.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.