Mosca avverte l'Europa: le fabbriche di armi per Kiev sono obiettivi legittimi

Mosca avverte l'Europa: le fabbriche di armi per Kiev sono obiettivi legittimi
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le fabbriche europee che producono armi destinate all'Ucraina possono diventare obiettivi militari per la Russia. L'avvertimento è arrivato dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha indicato esplicitamente gli stabilimenti della difesa del continente tra i possibili bersagli, anche quando si trovano fuori dal territorio ucraino.

«Le fabbriche di armi nei paesi europei che producono armi per l'Ucraina sono potenziali obiettivi militari per la Russia», ha dichiarato Zakharova nel corso di un briefing con la stampa, rispondendo a una domanda sulla disponibilità della Polonia a ospitare un impianto per la produzione di missili intercettori Patriot destinati a Kiev.

L'accusa di coinvolgimento diretto

Secondo la portavoce, gli Stati europei non si limitano più a fornire assistenza militare, ma partecipano direttamente al conflitto aprendo fabbriche di armamenti e sviluppando progetti congiunti con l'industria ucraina. «Non si può dare per scontato che le fabbriche militari al di fuori del territorio ucraino che producono armi per il regime di Kiev siano al sicuro. Chi lo pensa si sbaglia», ha aggiunto. Zakharova ha sostenuto che tale politica finisce per ritardare la soluzione del conflitto, anziché avvicinarla.

Le parole di Putin al club Valdai

L'avvertimento di Zakharova giunge mentre il presidente Vladimir Putin, intervenendo alla sessione plenaria del club di discussione Valdai, ha ribadito che la Russia non ha intenzione di attaccare nessuno. «Non minacciamo nessuno, non abbiamo intenzione di attaccare nessuno, né nel 2029, né nel 2030, né nel 2050», ha affermato il capo del Cremlino, precisando tuttavia che in caso di aggressione diretta Mosca sarà costretta a rispondere.

Putin ha spiegato che la lettera inviata nei giorni scorsi alla Nato in merito alla protezione dell'exclave di Kaliningrad non costituisce una minaccia, ma una risposta a un tentativo di minacciare la Russia. Il presidente russo ha sottolineato che un attacco diretto al territorio nazionale o a Kaliningrad solleverebbe inevitabilmente la questione dell'utilizzo di «tutti i mezzi a disposizione», precisando però che ciò non significa automaticamente il ricorso ad armi nucleari.

Attacchi contrapposti tra Mosca e Kiev

Sul fronte militare, le forze russe hanno colpito un edificio scolastico nel distretto di Solomiansky, a Kiev. Il sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko, ha reso noto che è scoppiato un incendio e che i bambini si trovavano nel rifugio al momento dell'impatto. Secondo le autorità locali, nessuno è rimasto ferito. Due droni sono inoltre caduti nei pressi di un appoggio del ponte Pivdenny, interrompendo temporaneamente la circolazione.

Il ministero della Difesa russo ha comunicato che nella notte le difese aeree hanno intercettato e distrutto 330 droni ucraini a lungo raggio sopra dodici regioni della Federazione, la penisola di Crimea e il Mar Nero. L'attacco, secondo quanto riferito da Mosca, si è protratto dalle ore 20 di lunedì alle 8 di martedì, ora locale. Le autorità russe non hanno segnalato vittime o danni alle infrastrutture critiche.

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