Enrica Bonaccorti e l'attesa di Natale: «Sarà bellissimo, poi a gennaio saprò»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Con una serenità che non nasconde la consapevolezza della propria condizione, Enrica Bonaccorti affronta pubblicamente il periodo più delicato della sua vita, dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore al pancreas. In un'intervista rilasciata a Vanity Fair, la giornalista e conduttrice televisiva ha tracciato un bilancio del presente, sospeso tra la vicinanza degli affetti più cari e l'attesa di un responso medico che arriverà a metà gennaio, quando conoscerà i risultati della terapia intensiva a cui si è sottoposta. «Quello che sarà, sarà», ha dichiarato, racchiudendo in poche parole un approccio alla malattia che rifugge da facili ottimismi ma anche dalla rassegnazione, preferendo invece una forma di accettazione vigile. Un sentimento, il suo, che trova un riscontro letterario nella recente pubblicazione del libro “Nove novelle senza lieto fine”, una raccolta di racconti dai finali tragici e angoscianti, spesso improvvisi, che la stessa Bonaccorti definisce i più comuni e reali.
Il legame con Renato Zero e il sostegno incondizionato
In questo percorso, un ruolo di conforto particolare lo riveste l'amicizia storica con Renato Zero, che da fine settembre, da quando cioè la notizia della malattia è diventata di pubblico dominio, le è stato accanto con una presenza costante che lei definisce capace di scaldare il cuore. Tra i due, come ha raccontato, c'è stata anche una bella storia d'amore, vissuta con intensità diversa – «io ero innamoratissima di lui, lui un po' meno» – e un rammarico artistico: quello di non aver mai potuto cantare insieme a lui, a causa di una dichiarata stonatura di cui la Bonaccorti sorride. Questo sostegno, insieme a quello della famiglia, costituisce un pilastro emotivo fondamentale mentre affronta le cure, delle quali ha già reso noto, durante una precedente apparizione a Verissimo, che il ciclo di chemioterapia non ha prodotto gli effetti sperati, a differenza della radioterapia alla quale si è molto sottoposta.
Verdiana, la figlia che diventa un punto di riferimento
Se l'amicizia con Zero rappresenta un conforte, è però la figura della figlia Verdiana a emergere come la vera forza della conduttrice. Cresciuta da sola dopo l'abbandono del padre, il regista scomparso nel 2021, pochi mesi dopo la sua nascita, Enrica Bonaccorti ha creato con lei un legame così forte da resistere a ogni prova. Oggi, di fronte alla malattia, i ruoli si sono invertiti: «è lei la mamma e io la figlia», ha spiegato, sottolineando come senza quel sostegno si sentirebbe completamente senza appoggio. Una dichiarazione che illumina la profondità di un rapporto nato e consolidato nella dedizione reciproca, diventato ora il perno quotidiano della sua battaglia.
La filosofia di vita tra attesa e realtà dei fatti
L'attitudine di Enrica Bonaccorti di fronte alla malattia sembra riflettere la stessa poetica che ha scelto per i suoi racconti, dove i lieto fine sono banditi in nome di una rappresentazione più cruda e veritiera dell'esistenza. «Non ho tantissime speranze ma non sono disperata», ha affermato, delineando una posizione che non indulge nella negazione né nello sconforto totale. Vive, piuttosto, in uno stato di attesa attiva, paragonando la vita stessa al «dare due bracciate» per restare a galla, un'immagine che ben sintetizza lo sforzo quotidiano di affrontare la malattia giorno per giorno, aggrappata agli affetti e in attesa del prossimo passo medico, senza proiezioni o illusioni.




