Francesca Barra e il lutto per il padre: «Crisi di panico notturne, penso a mia madre sola dopo 54 anni»
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Redazione Sport
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«Non me lo aspettavo, questo dolore». A quasi tre mesi dalla scomparsa del padre, Francesca Barra continua a fare i conti con un’assenza che non concede tregua. La giornalista e conduttrice ha raccontato al Corriere della Sera cosa significhi convivere con la perdita di Francesco Michele Barra, commercialista ed ex deputato, morto il 15 giugno a 79 anni per una malattia fulminante.
«Non è paragonabile a nessun altro, è lancinante, un’assenza che non ti aspetti», ha spiegato, aggiungendo di aver iniziato ad avere «per la prima volta nella vita, delle crisi di panico notturne».
Il peso delle notti insonni
È soprattutto il buio a rendere insopportabile la mancanza. Barra ha raccontato di svegliarsi nel cuore della notte «come se venissi risucchiata nella realtà», un dolore che definisce «senza tempo, senza soluzione umana». Il pensiero ricorrente è per la madre, rimasta sola dopo cinquantacinque anni di matrimonio: «Penso a mia madre sola dopo 54 anni insieme, di simbiosi, di viaggi». Un’immagine che amplifica la sofferenza e che la spinge a interrogarsi sul senso delle priorità: «La mia paura più grande, oggi, è l’assenza di chi ami.
Perdere chi ami, e basta, non c’è altro».
La scelta di fermarsi e il tempo del lutto
Poche settimane dopo la morte del genitore, il 5 luglio, Barra aveva deciso di lasciare in anticipo la conduzione di 4 di sera – Weekend su Rete 4, programma che guidava insieme a Roberto Poletti. «Sto attraversando un periodo difficile, la mia famiglia ha bisogno di me», aveva spiegato, rivendicando la necessità di «ascoltare i segnali che arrivano dal corpo, dal cuore e dalla mente». Una scelta maturata dopo aver riconosciuto un limite nuovo: «Per tutta la vita sono stata come un polipo, con tanti tentacoli capaci di afferrare contemporaneamente ogni cosa.
Ho sempre pensato che si potesse tenere tutto insieme. Questa volta no».
La scrittura come rifugio e l’eredità morale
In queste settimane Barra ha trovato nella scrittura un modo per attraversare il dolore. «Sto scrivendo, non so ancora dove mi porterà, tutto quello che mi passa per la testa da due mesi e mezzo. Ho bisogno di raccontare questo lutto», ha confidato. Del padre custodisce un’eredità che definisce «morale, enorme»: «Mio padre ha vissuto ed è morto da uomo felice».
Una felicità che Barra rintraccia nella gentilezza quotidiana, nella capacità di far sentire amate le persone, in quella «arte più rara di tutte» che il genitore sembrava padroneggiare senza sforzo.
Il viaggio nei luoghi amati dal padre
A fine luglio aveva annunciato la partenza per un viaggio «molto lontano», verso alcuni dei luoghi che il padre aveva sognato e amato per tutta la vita. Un itinerario che si è concretizzato nelle settimane successive, quando Barra ha raggiunto Bali insieme al marito Claudio Santamaria e alla figlia Atena. «In queste settimane ho continuato a parlare con lui», ha raccontato, spiegando di aver ripercorso le tracce dei viaggi paterni anche grazie al materiale che il padre aveva scritto su quei luoghi e che la sorella Evita le ha inoltrato.
«Era preciso, ironico e trovo che avesse perfettamente ragione anche nelle criticità riscontrate».
Chi era Francesco Michele Barra
Nato a Castrovillari il 6 ottobre 1947, Francesco Michele Barra era un commercialista stimato e una figura di riferimento della vita pubblica lucana. Nel 1994 era stato eletto alla Camera dei Deputati nel collegio di Pisticci con la coalizione del Polo del Buon Governo, sedendo nella VI Commissione permanente Finanze e Tesoro durante la XII legislatura. La sua scomparsa, avvenuta a Policoro, ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio in Basilicata.
Ma il ricordo consegnato dalla figlia al pubblico non riguarda i corridoi istituzionali: è il ritratto di un padre capace di rendere speciali i gesti più semplici, dalle spremute del mattino alle scampagnate per fotografare i paesaggi lucani.
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