Nuova ondata di attacchi russi su Kharkiv, colpito un ospedale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le forze armate russe hanno sferrato un nuovo, pesante attacco notturno contro la città di Kharkiv, colpendo con un mix di missili e droni che ha provocato danni ingenti a infrastrutture civili e, nonostante l’efficacia della difesa aerea ucraina, causato diversi feriti. L’assalto, che si inserisce in una campagna di bombardamenti sempre più intensa, ha visto il lancio di novantasei droni, dei quali sessantanove sono stati abbattuti dai sistemi di difesa prima di raggiungere il bersaglio, secondo quanto dichiarato dall’Aeronautica militare ucraina. I velivoli senza pilota, identificati in modelli come gli Shahed e i Geran, hanno decollato da diverse regioni della Russia, nonché dalla penisola di Crimea, che Mosca controlla illegalmente dal 2014, in un’operazione coordinata che mira a saturare le difenze nemiche.

Il raid sulla struttura sanitaria

Uno degli obiettivi colpiti dall’offensiva è stato un ospedale, dove l’esplosione dei ordigni ha scatenato il panico tra i degenti, costringendo il personale medico a un’evacuazione d’emergenza. Oltre cinquanta pazienti, già ricoverati per altre patologie, hanno manifestato reazioni acute da stress a causa del trauma subìto e sono stati quindi trasferiti in un’altra struttura sanitaria, mentre l’edificio originario ha riportato danni significativi. Il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, ha confermato che almeno sette persone sono rimaste ferite nell’incursione, la maggior parte di esse a causa delle schegge di vetro delle finestre divelte dall’onda d’urto, un dettaglio che sottolinea la violenza degli impatti anche in aree non direttamente centrate.

Danni critici alle infrastrutture essenziali

Oltre alla struttura sanitaria, il bombardamento ha preso di mira una sede educativa e numerosi edifici adibiti a uso civile, aggravando una situazione già precaria per gli abitanti della città. Le esplosioni, che si sono susseguite per tutta la notte, hanno danneggiato gravemente anche le linee elettriche, lasciando senza energia quasi trentamila utenti e gettando interi quartieri nell’oscurità, un’ulteriore dimostrazione di una strategia che punta a logorare la resilienza della popolazione colpendo i servizi fondamentali. Questi attacchi sistematici alle reti energetiche, i quali si ripetono ormai con frequenza, mirano a compromettere non solo la vita quotidiana ma anche la capacità industriale e produttiva del paese, già messa a dura prova da mesi di conflitto.

Il contesto internazionale e le forniture militari

Mentre sul campo proseguono le ostilità, da Washington giungono voci, riportate da alcuni organi di stampa, riguardanti una possibile fornitura di missili da crociera Tomahawk all’Ucraina, sebbene in numeri limitati, che si stima possano variare tra venti e cinquanta unità. Una quantità, questa, che secondo alcune analisi sarebbe troppo esigua per alterare in maniera decisiva gli equilibri del conflitto, ma che rappresenterebbe comunque un significativo upgrade delle capacità offensive di Kiev. Parallelamente, dall’Europa, la presidente della Commissione europea ha definito il leader del Cremlino “un predatore”, aggiungendo che la sua condotta può essere contrastata unicamente attraverso una deterrenza credibile e robusta, un monito che riflette la crescente preoccupazione per la stabilità dei confini continentali.

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