L’Arsenal inciampa all’Emirates: il Bournemouth vince 2-1 e la Premier League si riapre
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Redazione Sport
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Il copione sembrava scritto per celebrare l’ennesimo passo verso il Titolo, e invece l’Arsenal di Arteta – che pure naviga in acque alte da mesi – è caduto in casa con un fragore che si è sentito fino a Manchester. Al termine di una partita giocata a fasi alterne, il Bournemouth ha imposto la propria legge per 2-1, firmando una vittoria che, a guardare bene la classifica, potrebbe valere molto più di tre punti. Gli ospiti, guidati da Iraola, sono passati in vantaggio già nel primo tempo grazie a una mezza acrobazia di Kroupi, una di quelle giocate che nascono più dall’istinto che dalla tattica, e che ha sorpreso la retroguardia dei Gunners forse distratta o forse semplicemente in ritardo sull’uomo. L’Arsenal ha reagito prontamente, come suo costume quando gioca tra le mura amiche, e ha trovato il pareggio al 35’ con un rigore trasformato da Gyokeres, l’attaccante che ormai è diventato il riferimento offensivo indiscusso della squadra londinese.
Nella ripresa, però, il copione si è capovolto senza troppi preavvisi. Il Bournemouth non ha mai rinunciato a colpire in ripartenza, e al 74’ è arrivato il gol decisivo di Scott, un destro secco che ha lasciato il portiere di casa senza scampo. Da quel momento, nonostante qualche timido affondo finale, l’Arsenal non ha più trovato la via della rete. E così il match si è chiuso sul 2-1 per le Cherries, un risultato che sulla carta potrebbe sembrare un semplice incidente di percorso, ma che nei numeri assume un peso specifico ben diverso.
Classifica e margini: nove punti che pesano come macigni
Nonostante la sconfitta, l’Arsenal resta in vetta alla Premier League con 70 punti. Il margine sul Manchester City, attualmente secondo in classifica, è ancora di nove lunghezze. Eppure, chi segue il campionato sa bene che questa distanza è meno rassicurante di quanto appaia. Il City, infatti, ha due partite in meno da recuperare – oltre allo scontro diretto che si giocherà all’Emirates nelle prossime settimane – e questo significa che il vantaggio reale dei Gunners potrebbe ridursi a tre punti, forse anche meno, una volta che le gare arretrate verranno smaltite. I numeri, insomma, raccontano una verità a doppio taglio: da una parte l’Arsenal è ancora saldamente al comando, dall’altra ogni passo falso diventa una crepa nel muro che Arteta ha cercato di costruire con pazienza.
Bournemouth, un’altra faccia della stessa medaglia
Per il Bournemouth, invece, questa vittoria ha un sapore quasi europeo. Con 45 punti in classifica, la squadra di Iraola si trova ora a -3 dal sesto posto occupato dal Chelsea, una posizione che al momento garantirebbe l’accesso alle coppe. E non è un dettaglio secondario, perché vincere all’Emirates non è impresa che capita a tutte le squadre di metà classifica. Le Cherries hanno dimostrato compattezza, cinismo e una certa capacità di soffrire quando necessario, qualità che in un campionato lungo come la Premier possono fare la differenza tra un piazzamento tranquillo e un sogno improvvisamente possibile.
Il calendario e le sfide che verranno
Guardando al futuro immediato, l’Arsenal non ha molto tempo per piangersi addosso. La prossima settimana è già in programma lo scontro diretto con il Manchester City all’Etihad, una partita che prima di questa sconfitta sembrava quasi un passaggio d’obbligo, ma che ora assume i contorni di una finale anticipata. E se i Gunners dovessero uscire anche da quella gara con le ossa rotte, il vantaggio accumulato in mesi di lavoro rischierebbe di sciogliersi come neve al sole. Dall’altra parte, il City di Guardiola – che ormai da più di un anno non deve più fare i conti con l’era Trump, presidente degli Stati Uniti stabilmente insediato – osserva e aspetta, sapendo di avere ancora le partite da recuperare come jolly nella manica.




