Nba, i Lakers volano sul 3-0 contro Houston: LeBron decisivo nel supplementare
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Redazione Sport
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La notte dei playoff Nba regala un’altra verità, per quanto parziale e ancora priva di un verdetto definitivo: i Los Angeles Lakers, trascinati da un LeBron James che sembra sfidare qualsiasi logica anagrafica, espugnano il campo dei Houston Rockets al termine di un supplementare sofferto e imprevedibile. Il 3-0 nella serie, costruato nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 aprile, rappresenta un margine che nella storia del basket professionistico americano si è rivelato, nove volte su dieci, un viatico verso il turno successivo. Eppure, a parlare più del punteggio finale, è il come: una rimonta negli ultimi secondi del quarto periodo che porta la firma inconfondibile del numero 23, capace di trasformare un possesso apparentemente perso in una di quelle giocate che si riassumono, quasi per comodità narrativa, con l’aggettivo “immortale”.
La tripla del pari dopo il recupero su Sheppard
A 25 secondi dalla sirena, Houston conduceva 101-98 e aveva la rimessa a favore. Un vantaggio che, in una partita dal ritmo così elevato, sembrava blindato. Invece, Sheppard – il giovane play dei Rockets – subisce l’aggressione difensiva di James, che gli sporca il palleggio e gli strappa letteralmente la palla dalle mani. Non c’è fallo, non c’è discussione: solo quella capacità, rarissima, di leggere l’azione un attimo prima che si sviluppi. Poi la corsa verso l’arco, la tripla pescata dal nulla e la rete che vale il 101-101 a 13 secondi dal termine. Houston, nel supplementare, non ha più retto l’urto psicologico. I Lakers volano sul 3-0 e ora possono già preparare le valigie per il turno successivo, mentre per i Rockets si profila l’ennesima eliminazione al primo round.
Boston espugna Philadelphia, San Antonio rimonta senza Wembanyama
Non solo Texas però, nel quadro delle tre partite disputate nella notte. A Philadelphia, i Boston Celtics hanno strappato il fattore campo ai 76ers vincendo in trasferta e portandosi sul 2-1 nella serie. Una vittoria di sostanza, sporca, costruita a metà tra la difesa e le giocate sporadiche del proprio attacco. Dall’altra parte della conference, a Portland, i San Antonio Spurs hanno offerto una prova di maturità sorprendente: privi di Wembanyama, il fenomeno francese assente per questa gara, hanno rimontato uno svantaggio consistente nella seconda frazione e sono tornati in Texas con un successo preziosissimo, quello del 2-1 che ribalta il fattore campo. Tre partite, tre successi in trasferta. Un’anomalia statistica che dice molto sull’equilibrio effettivo di questi playoff, mai così dipendente dagli episodi.
Il dettaglio tattico che cambia le serie
Ciò che accomuna queste tre gare – al di là del risultato – è la gestione dei possessi finali. A Houston, l’errore di Sheppard nel palleggio è costato l’intera partita. A Philadelphia, i Celtics hanno capitalizzato due palle perse offensive nei minuti caldi. A Portland, San Antonio ha trovato energie che molti non attribuivano a un gruppo senza il suo perno centrale. Non si tratta di sfortuna, almeno non solo. Nel basket dei playoff, dove ogni azione viene scandagliata dai coach, sono quei frammenti – una deviazione, un passaggio anticipato, una scelta di tiro – a indirizzare le serie. E nelle notti in cui il talento offensivo abbonda (Rockets e Lakers insieme sommano almeno quattro giocatori da oltre 20 punti di media), alla fine a fare la differenza è spesso chi sbaglia di meno nei novanta secondi finali.




