Tromba d'aria devasta la riviera romagnola, danni ingenti a Milano Marittima
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Redazione Interno
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Un evento meteorologico di violenza inaudita, che in certi frangenti ha assunto le caratteristiche di un vero e proprio uragano, si è abbattuto nella notte tra sabato e domenica sulla Romagna, colpendo con particolare ferocia il litorale ravennate e le province di Forlì-Cesena e Rimini. I dati confermano l’eccezionalità del fenomeno: in sole sei ore, infatti, si sono registrati picchi di precipitazioni fino a 74 millimetri nella zona del torrente Ausa, mentre raffiche di vento – si stima – superavano abbondantemente i 100 chilometri orari, sradicando alberi e scoperchiando tetti.
Le conseguenze, come era prevedibile, sono state gravissime. Strade e sottopassi sono stati completamente allagati, isolando intere aree, mentre la caduta di cartelloni pubblicitari e pali della luce ha reso ancor più complicata la viabilità. Fin dalle tre di notte, i vigili del fuoco sono stati chiamati a intervenire senza sosta per far fronte a una situazione che, minuto dopo minuto, peggiorava. A Milano Marittima, località balneare tra le più rinomate, la tromba d'aria ha provocato danni significativi anche al noto stabilimento balneare Papeete, oltre a devastare ampie porzioni di pineta.
Per far fronte all’emergenza, sono state mobilitate squadre di soccorso da altri comandi, come quello dei vigili del fuoco di Cremona, i quali – affiancati da colleghi di Pavia – sono intervenuti in diversi comuni della provincia di Ravenna, con un focus particolare sul territorio di Cervia. Il loro lavoro, incessante, si è concentrato su numerosi soccorsi tecnici urgenti, principalmente per rimuovere alberi caduti su autovetture e su vari edifici pubblici e privati, messi in ginocchio dalla furia degli elementi.




