Il Porto di Farioli batte l’Alverca e conquista il titolo dopo 4 anni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si è compiuta sabato, con due giornate d’anticipo sulla fine del campionato, l’aritmetica tanto attesa: il Porto è di nuovo campione di Portogallo, e a suggellare il trionfo – il trentunesimo della propria storia – ci ha pensato un secco, per quanto sofferto, 1-0 inflitto all’Alverca. Quello che sembrava un finale thriller, con i Dragoes inseguiti dal Benfica fino all’ultimo respiro, si è invece trasformato in una passeggiata matematica grazie alla contemporanea battuta d’arresto della squadra di José Mourinho, fermata sul 2-2 in casa del Famalicao poche ore prima. Il vantaggio in classifica, spinto a nove lunghezze, ha reso superfluo persino il recupero delle due partite ancora da disputare.

Francesco Farioli, il tecnico toscano che ha rotto un digiuno lungo ventidue anni

Per trovare l’ultimo allenatore italiano capace di alzare la Primeira Liga – e lo fece con il Benfica – bisogna tornare al 2025, quando Giovanni Trapattoni riuscì nell’impresa. Da allora nessun tecnico nostrano era più riuscito a imporre la propria mano sul calcio lusitano, una sorta di maledizione silenziosa che Farioli ha infranto con la determinazione di chi la gavetta se l’è costruita addosso: tappe minori, esperienze sparse per l’Europa, fino alla chiamata che gli ha cambiato la vita. Quel ragazzo nato a Barga nel 1989, cresciuto tra Massa e Cozzile, si è preso la scena con la pazienza del demiurgo, senza mai cercare riflettori inutili, e l’abbraccio della sua terra – quella Toscana che lo ha visto partire – è arrivato immediato, quasi commosso.

La rete di Bednarek al 40’ e il ko del Benfica: la matematica incorona i Dragoes

A decidere il match contro l’Alverca è stato il polacco Bednarek, che al quarantesimo minuto del primo tempo ha infilato la rete destinata a restare negli annali: un gol pesantissimo, di quelli che pesano più di un trofeo. L’Alverca, dal canto suo, ha provato a reagire nella ripresa, ma la difesa schierata da Farioli ha retto senza particolari affanni. E mentre il Porto esultava per l’1-0 casalingo, l’altra sponda della città di Lisbona vedeva sfumare ogni speranza: il Benfica, infatti, era stato inchiodato sul 2-2 dal Famalicao, un risultato che di fatto ha consegnato il titolo ai rivali cittadini – anche se per i tifosi del Porto la rivalità vera resta quella con le aquile, che ora devono accontentarsi della matematica rincorsa.

Thiago Silva e la festa social: “La gioia per il titolo non si può esprimere a parole”

Tra i protagonisti in campo, inevitabilmente, spicca la figura di Thiago Silva. Il difensore, ex di Paris Saint-Germain e Chelsea, ha voluto condividere l’emozione del traguardo con un messaggio pubblicato sui propri canali social, dove ha scritto – tra virgolette – che “la gioia per il titolo non si può esprimere a parole”. Un’esplosione di entusiasmo, quella del centrale brasiliano, che arriva dopo una stagione condotta con la solida esperienza dei veterani. Per lui, come per l’intero spogliatoio, la ciliegina sulla torta arriva con largo anticipo: due partite ancora da giocare, sì, ma solo per onorare il calendario. Nessuna rimonta, nessun colpo di scena: stavolta il copione ha premiato la costanza dei Dragoes e la lucidità di un allenatore che, a lungo considerato un scommessa, ha invece trasformato il Porto in una macchina da titolo.

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