La caduta fatale sul sentiero di Sover: ritrovato senza vita Renato Bazzanella

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A tradirlo, forse, è stato un momento di distrazione, un gradino naturale del terreno montano reso insidioso dall’umidità primaverile, oppure un improvviso malore che gli ha tolto l’equilibrio in un batter d’occhio. Renato Bazzanella, 85 anni, residente a Sover, in quella Val di Cembra che conosceva come le sue tasche, non è mai più tornato dalla passeggiata di sabato pomeriggio. L’allarme, scattato in tarda serata quando le ombre della notte avevano già avvolto i boschi in località Piscine, si è concluso nella mattinata di domenica 26 aprile con il ritrovamento del suo senza vita a valle di un sentiero. Quella che doveva essere una tranquilla scampagnata in compagnia della moglie si è trasformata in una tragedia silenziosa, consumata lontano da sguardi e grida d’aiuto.

La dinamica dell’accaduto, sebbene ancora al vaglio delle autorità per l’esatta ricostruzione, non lascia spazio a dubbi sulla natura accidentale dell’evento. Secondo le prime verifiche degli inquirenti e dei tecnici del soccorso, l’uomo ha perso l’aderenza sul percorso che stava battendo, scivolando per una quindicina di metri prima di arrestare la sua caduta. Un volo di circa quindici metri, forse meno, che gli è stato fatale. I fatti sono lineari: la coppia si era separata durante l’escursione – la donna aveva fatto rientro a casa mentre lui aveva scelto di proseguire – e, quando l’ora di cena è passata senza vederlo rientrare, i familiari, in particolare il figlio Alessandro, hanno capito che l’anziano era in difficoltà, lanciando la richiesta di aiuto al Numero Unico di Emergenza.

La macchina dei soccorsi, scattata intorno alla mezzanotte, ha operato per ore nell’oscurità più fitta, trasformando i boschi di Sover in un teatro di ricerca forsennata. Non c’è stato tempo da perdere, e le squadre lo sapevano bene. I vigili del fuoco volontari di Sover, Segonzano e Valfloriana hanno battuto palmo a palmo il terreno, supportati dai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, mentre dall’alto i droni del permanente dei vigili del fuoco di Trento – dotati di termocamere e della tecnologia Imsi Catcher – hanno scandagliato l’area per intercettare il segnale del telefono dell’85enne, cercando quell’aggancio che potesse restringere il perimetro. Un lavoro certosino, reso più complesso dalle difficili condizioni notturne, che ha visto impegnati fianco a fianco anche i carabinieri di Cavalese e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Passo Rolle.

L’intervento notturno e il ritrovamento all’alba

Il senza vita di Renato Bazzanella, classe 1941, è stato individuato alle prime luci dell’alba di domenica, intorno alle 6:30, in località Fraine a una quota di circa 800 metri. A dare la svolta concreta alle ricerche è stata proprio la localizzazione del cellulare dell’uomo, captata poco prima delle 5:00, che ha permesso di concentrare gli sforzi in un’area circoscritta lungo il pendio. Quando i soccorritori lo hanno raggiunto, per lui non c’era già più nulla da fare. L’equipe sanitaria, calatasi sul posto, ha dovuto constatare il decesso, lasciando spazio alle operazioni di recupero della salma da parte degli specialisti. Nessuna rianimazione, nessuna corsa contro il tempo: la caduta gli aveva procurato traumi incompatibili con la vita, probabilmente uno di quei traumi che non lasciano scampo quando l’osteoporosi rende le ossa fragili e l’organismo non reagisce più come una volta.

L’imponente dispiegamento di forze sul territorio

L’allarme, scattato ufficialmente intorno alle 22:00 di sabato, ha mobilitato un contingente notevole di uomini e mezzi, a testimonianza della difficoltà del terreno e della volontà di non lasciare nulla di intentato. Oltre ai vigili del fuoco e ai carabinieri, sono state attivate le stazioni del Soccorso Alpino di Paganella Avisio, Pergine, Bondone e della Piana Rotaliana. Le squadre si sono avvicendate per tutta la notte, illuminando il buio con torce frontali e utilizzando unità cinofile specializzate per la ricerca in macchia. Un intervento complesso, condotto in un ambiente ostile – quello dei boschi sopra Sover – che spesso nasconde insidie anche per chi, come Bazzanella, era nato e cresciuto in quelle terre e ne conosceva ogni anfratto.

Accertamenti e gestione della salma

Superati i rilievi di rito da parte dei carabinieri di Cavalese, che hanno operato per la polizia giudiziaria sotto la supervisione del magistrato di turno, la salma è stata affidata alle imprese funebri. Nessun segno di violenza, nessuna ipotesi diversa da quella dell’incidente, ma gli inquirenti procederanno comunque con gli accertamenti previsti dalla prassi per escludere qualsiasi concausa. La moglie, scampata alla tragedia solo perché aveva deciso di fare rientro prima, è stata assistita sul posto insieme agli altri familiari, mentre il dell’anziano veniva trasportato a valle. Una vicenda di ordinaria cronaca di montagna, quella che ha segnato l’ultimo weekend di aprile, che restituisce l’immagine di una quotidianità spezzata da un semplice passo falso, di quelli che capitano in un secondo e per i quali, purtroppo, non esiste riparo.

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