«Non trovo più il sentiero», l’ultimo messaggio della 52enne dispersa a Groscavallo. Recuperato il corpo all’alba sotto il Bec Ceresin
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Redazione Interno
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Si è conclusa nel peggiore dei modi, a poche ore dalla scomparsa, la vicenda dell’escursionista dispersa da ieri sera tra le montagne del comune di Groscavallo, nelle Valli di Lanzo, nel Torinese. Il corpo della donna, una 52enne di Torino, è stato ritrovato all'alba di oggi, 15 luglio, dalle squadre di soccorso in un’area estremamente impervia e scoscesa, ai piedi del Bec Ceresin, a circa 1.300 metri di quota. La dinamica della tragedia, stando a una prima ricostruzione, riconduce a una caduta di una ventina di metri da un salto di roccia che non le avrebbe lasciato scampo.
La salma è stata recuperata con l'elicottero dei Vigili del Fuoco; sul posto sono presenti gli uomini della Guardia di Finanza per gli adempimenti di polizia giudiziaria.
L’allarme partito dalla struttura ricettiva
L’allarme era scattato ieri sera, intorno alle 21, quando la struttura ricettiva in cui la donna alloggiava, non vedendola rientrare dall’escursione, ha contattato i soccorritori. La 52enne, come ricostruito in seguito, era partita di buon mattino per un itinerario in quota, comunicando ai familiari o a una conoscente la meta che intendeva raggiungere, ovvero la zona dei Laghi del Trione, situati a circa 2.400 metri di altitudine.
Nel corso della giornata, la donna si era scambiata alcuni messaggi con un’amica, uno dei quali, l’ultimo, segnalava la sua situazione di difficoltà: «Ho perso il sentiero», riportano le fonti di stampa. Dopo quell’ultimo contatto, il cellulare ha smesso di rispondere e la comunicazione si è interrotta bruscamente, facendo scattare le procedure di emergenza.
Tecnologia Imsi Catcher e ricerche nella notte
Le operazioni di ricerca sono proseguite senza sosta per tutta la notte, con le prime battute sul terreno che hanno purtroppo dato esito negativo, a causa dell'oscurità e della conformazione particolarmente impervia del territorio. La svolta nelle ricerche è arrivata grazie all’impiego della tecnologia Imsi Catcher, installata a bordo di un drone dei Vigili del Fuoco. Il dispositivo è riuscito ad agganciare il segnale del cellulare della vittima, fornendo ai soccorritori coordinate geografiche più precise su dove concentrare le ricerche.
Nonostante l’indicazione, il tentativo di raggiungere il punto in cui si trovava la donna è stato ostacolato dalla pericolosità del terreno: il versante, caratterizzato da ripidi salti di roccia e canaloni, si è rivelato impraticabile per le squadre di terra durante le ore notturne.
Il ritrovamento all’alba e il recupero della salma
Sul posto si erano portati i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, la squadra SAF dei Vigili del Fuoco e i Cinofili del Comando VVF di Aosta. È stato solo con le prime luci dell’alba che i soccorritori sono riusciti a riprendere le operazioni con manovre alpinistiche, raggiungendo le coordinate individuate dal drone.
Una volta arrivati sul posto, i soccorritori hanno purtroppo individuato il corpo senza vita dell'escursionista: i traumi riportati, compatibili con una caduta da diverse decine di metri dal salto di roccia sovrastante, non le hanno lasciato scampo. La salma è stata in seguito recuperata tramite verricello dall'elicottero dei Vigili del Fuoco.




