Niger, l’esercito riprende la base militare con l’aiuto russo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’esercito del Niger ha ripreso il controllo della base militare 101 di Niamey con l’aiuto della Russia, dopo quasi 24 ore di scontri legati al tentato assalto al palazzo presidenziale e all’ammutinamento scoppiato nella notte tra venerdì e sabato. La giunta militare al potere è tornata a controllare la situazione nella capitale nel corso della serata di ieri, al termine di ore segnate da esplosioni e colpi d’arma da fuoco. Secondo quanto riportato, tra i ribelli si contano decine di morti e arrestati. La base, situata vicino all’aeroporto internazionale, era stata occupata da giovani ribelli interni alle forze armate, che avevano preso in ostaggio alcuni militari e iniziato a sparare contro quelli indicati come “siti sensibili”.

Niger, cosa è successo nella base militare 101 di Niamey

Gli scontri sono iniziati poco dopo la mezzanotte nell’area dell’aeroporto internazionale Diori Hamani, dove si trova una delle principali basi militari del Paese. Le autorità del Niger hanno confermato un tentativo di ammutinamento da parte di alcuni militari proprio nella base della capitale, mentre per diverse ore sono state segnalate intense raffiche di armi da fuoco ed esplosioni in varie zone di Niamey. I ribelli avevano preso il controllo della struttura militare e trattenuto alcuni soldati, mentre gli spari avevano interessato anche obiettivi definiti sensibili. La situazione si è così estesa oltre il perimetro della base, coinvolgendo più aree della capitale e alimentando per tutta la notte un quadro di forte instabilità.

Le esplosioni e gli spari sono stati infatti uditi non soltanto intorno all’aeroporto, ma anche nel centro di Niamey e nella zona del palazzo presidenziale. Le notizie provenienti dalla capitale hanno descritto una notte caratterizzata da combattimenti e movimenti di militari, mentre il tentativo di assalto al palazzo presidenziale si è intrecciato con la rivolta all’interno della base 101. La tv di Stato Rnt-Tele Sahel ha successivamente riferito che si era verificato un tentativo di ammutinamento da parte di alcuni militari. Nel corso della giornata, la giunta ha quindi lavorato per ristabilire il controllo della base e delle aree coinvolte dagli scontri.

Trasmissioni interrotte e spari nella capitale del Niger

Durante le ore più tese sono state interrotte anche le trasmissioni della televisione nigerina. Secondo abitanti citati dall’agenzia Afp, alle 9 ora locale uno schermo nero ha preso il posto dei programmi di Télé Sahel, mentre continuavano a circolare notizie sui colpi d’arma da fuoco uditi nella capitale. L’interruzione della tv è arrivata dopo una notte in cui esplosioni e spari erano stati segnalati in più punti della città, dall’area aeroportuale fino al centro e alla zona del palazzo presidenziale. Successivamente la stessa televisione di Stato ha confermato il tentativo di ammutinamento nella base di Niamey, collegando ufficialmente gli scontri alla rivolta di una parte dei militari.

Nel corso della serata di ieri la giunta militare è riuscita a riprendere il controllo della situazione e della base 101, occupata dai giovani ribelli interni alle forze armate. Il bilancio riportato parla di decine di morti e arrestati tra i ribelli, dopo quasi 24 ore di combattimenti e tensioni nella capitale. L’episodio si inserisce in una fase descritta come particolarmente instabile per il Niger, con riferimenti a un possibile nuovo golpe, a generali insoddisfatti, a una guerra civile latente, alla liberazione di jihadisti in cambio di riscatti e a un esercito indicato come in forte difficoltà. Al centro degli eventi resta però quanto avvenuto a Niamey: l’occupazione della base, gli ostaggi, gli spari contro siti sensibili e la successiva riconquista da parte delle forze fedeli alla giunta.

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