Niger, fallisce il golpe: decisivo l’intervento delle forze russe

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il tentativo di golpe in Niger è fallito dopo quasi 24 ore di scontri a Niamey, dove la giunta militare guidata dal generale Abdourahamane Tiani ha ripreso il controllo della situazione con l’intervento delle forze russe di Africa Corps. L’ammutinamento, iniziato tra venerdì e sabato, aveva coinvolto militari ribelli e messo sotto pressione il Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria, al potere dal colpo di Stato del 2023. L’emittente di Stato ha annunciato l’arresto di decine di soldati, mentre nella capitale sono rimasti blindati e posti di blocco. Non è stato però comunicato un bilancio ufficiale degli scontri, né per quanto riguarda le vittime né per gli eventuali feriti.

Golpe in Niger, la base militare 101 occupata dai ribelli

Il punto centrale dell’ammutinamento è stato la base militare 101, situata vicino all’aeroporto internazionale di Niamey. La struttura era stata occupata da giovani ribelli interni alle forze armate, che avevano preso in ostaggio alcuni militari e cominciato a sparare contro quelli definiti “siti sensibili”. Parallelamente si era verificato un tentativo di assalto al palazzo presidenziale, facendo crescere la pressione sulla giunta di Tiani. Per diverse ore il controllo della capitale è apparso conteso, mentre i reparti fedeli al regime cercavano di reagire all’azione dei militari dissidenti e di recuperare le posizioni occupate durante l’ammutinamento.

La base è stata assediata nel corso della mattinata e successivamente riconquistata dalle forze rimaste fedeli alla giunta. Secondo una fonte diplomatica a Niamey, la guardia presidenziale avrebbe ripreso il controllo della base aerea con l’assistenza russa. La riconquista della struttura è stata confermata anche da due fonti di sicurezza. L’operazione ha permesso al regime militare di ristabilire il proprio controllo su un punto strategico della capitale, dopo ore segnate dagli scontri e dall’occupazione della base da parte dei ribelli interni alle forze armate.

La giunta di Tiani riprende il controllo con l’aiuto russo

Il sostegno russo è stato indicato come decisivo nella risposta al tentativo di colpo di Stato. A intervenire sono stati gli uomini di Africa Corps, il contingente di mercenari posto agli ordini diretti del Cremlino e partner della giunta nigerina. Con il loro aiuto, le forze fedeli a Tiani hanno riconquistato la base e riportato sotto controllo la situazione nella capitale nel corso della serata successiva agli scontri. La calma è quindi tornata a Niamey all’indomani del fallito ammutinamento, anche se la città continua a essere presidiata da mezzi blindati e posti di blocco predisposti dopo le ore più critiche della rivolta militare.

La risposta delle autorità non si è fermata alla riconquista delle installazioni occupate. Dopo le decine di fermi effettuati tra i reparti ribelli, è proseguita la ricerca dei militari dissidenti coinvolti nell’azione contro la giunta. L’emittente di Stato ha confermato l’arresto di decine di soldati, mentre alcune fonti hanno parlato di diversi morti tra i ribelli. Altre ricostruzioni hanno riferito di “decine di morti e arrestati”, ma questi numeri non risultano accompagnati da un bilancio ufficiale diffuso dalle autorità. Restano quindi non precisati sia il numero delle vittime sia quello dei feriti provocati dagli scontri.

Niamey resta presidiata dopo il fallito ammutinamento

Il fallimento del golpe ha consentito al Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria di mantenere il controllo del Niger, due anni dopo il colpo di Stato del 2023 che aveva portato al potere la giunta guidata da Tiani. L’ammutinamento ha però mostrato una frattura interna alle forze armate, con giovani militari arrivati a occupare una base, prendere ostaggi e attaccare siti sensibili nella capitale. La reazione dei reparti fedeli e l’intervento russo hanno impedito ai ribelli di consolidare le posizioni conquistate e hanno riportato la base militare sotto il controllo della guardia presidenziale.

A Niamey la situazione viene descritta come tornata alla calma, ma le misure di sicurezza restano visibili. Blindati e posti di blocco continuano a presidiare la capitale mentre le autorità cercano i militari ancora coinvolti nel tentativo di ammutinamento. Il dato certo comunicato pubblicamente riguarda le decine di arresti tra i soldati ribelli e il recupero della base militare occupata. Rimane invece senza conferma ufficiale l’entità delle perdite provocate dagli scontri, nonostante le fonti citate abbiano riferito della presenza di diversi morti tra gli insorti.

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