Solidarietà per il carabiniere Daprà, il ringraziamento del padre Germano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un'ondata di sostegno, che ha travalicato i confini nazionali per giungere dalla Spagna, dall'Inghilterra e persino dalla California, continua ad abbattersi, in un abbraccio virtuale ma profondamente sentito, sulla famiglia di Valerio Daprà, il carabiniere di 56 anni la cui vita è stata stroncata dal terrificante scoppio divampato nella notte tra il 12 e il 13 ottobre all'interno di una cascina a Castel D’Azzano, nel Veronese. Germano Daprà, il padre anziano originario di Vicobarone, dopo le solenni esequie di Stato celebrate a Padova, ha voluto esprimere pubblicamente la propria riconoscenza verso le centinaia di persone e le istituzioni che, sin da quel momento tragico, gli sono state vicine, offrendo un conforto inestimabile in giorni di così profondo smarrimento.

Le domande dei familiari sulle dinamiche dell'operazione

Accanto al dolore, però, sorgono interrogativi stringenti sulle circostanze che hanno condotto alla sciagura. Daniele, fratello del luogotenente Marco Piffari deceduto insieme a Daprà e al collega Davide Bernardello, si è rivolto a un legale con il preciso intento di far piena luce sulla sequenza degli eventi. L'avvocato Davide Adami, che ha ricevuto l'incarico, ha sottolineato come l'obiettivo primario sia proprio quello di comprendere a fondo le modalità e i preparativi del blitz, cercando di individuare gli eventuali elementi critici che, in quella notte del 14 ottobre, hanno portato a un esito così luttuoso, il quale ha visto anche il ferimento di altri ventisei operatori delle forze dell'ordine.

Il regime detentivo dei fratelli Ramponi nel carcere di Montorio

Nel frattempo, procede l'iter giudiziario a carico dei due fratelli Fabio e Dino Ramponi, entrambi trattenuti in custodia cautelare nel penitenziario di Montorio a seguito della catastrofica esplosione. La procuratrice veronese Carola Musio ha disposto, con una specifica ordinanza, che tra i due sia imposto un assoluto divieto di comunicazione, al fine di prevenire qualsiasi forma di interazione durante la permanenza nel medesimo istituto. Proprio in questo contesto, Dino Ramponi ha incontrato il suo difensore, l'avvocato Fabio Porta del foro di Verona, per un colloquio necessario a preparare la linea difensiva.

Un riconoscimento simbolico per il sacrificio dei militari

La memoria del sacrificio compiuto dai tre carabinieri è stata onorata anche attraverso gesti di alto valore simbolico. A Prato, infatti, nel corso di una cerimonia tenutasi in Palazzo comunale, il Commissario straordinario Claudio Sammartino ha consegnato il 'Gigliato d’Argento' al nuovo Comandante della Legione Carabinieri Toscana, Pierluigi Solazzo. La prestigiosa onorificenza, conferita alla presenza del Comandante provinciale Francesco Schilardi, è stata intitolata al coraggio dimostrato dai militari scomparsi nell'esplosione del casolare, divenendo un monito permanente del loro estremo servizio allo Stato.

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