Nuovi attacchi su Gaza, decine di vittime nei raid aerei e negli scontri

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un fumo denso, che non accenna a diradarsi, continua ad alzarsi dalla Striscia di Gaza, dove le operazioni militari israeliane, sostenute da un intenso fuoco aereo e di artiglieria, proseguono senza tregua. Secondo quanto riportato da fonti mediche locali, citate dall'emittente Al Jazeera, gli attacchi portati avanti dall'alba di martedì avrebbero causato la morte di almeno 45 palestinesi, molti dei quali rimasti uccisi in una serie di bombardamenti che hanno preso di mira diverse aree. Sedici di queste vittime, per le quali si contano donne e bambini, sono state registrate a Gaza City, mentre il resto si è concentrato nel centro e nel sud del territorio, dove le forze di terra israeliane stanno conducendo la loro offensiva.

Episodi recenti e vittime civili

In uno degli episodi più recenti, le forze israeliane avrebbero aperto il fuoco contro un gruppo di persone in attesa di ricevere aiuti alimentari nei pressi del cosiddetto Corridoio Netzarim, un'area che è diventata teatro di continui scontri. Altri raid, stando a quanto si apprende da notizie di stampa, hanno colpito un'abitazione a ovest di Deir el-Balah e una tenda che ospitava diverse famiglie sfollate a ovest di Khan Younis, provocando distruzione e vittime, delle quali non si conosce ancora il numero esatto. A tutto questo si aggiunge la segnalazione di un decesso per malnutrizione, un'ulteriore ombra su una crisi umanitaria che si aggrava di giorno in giorno.

Offensiva ininterrotta e obiettivi colpiti

L'offensiva complessiva, che prosegue ormai da centinaia di giorni, viene descritta da alcune agenzie di informazione come un susseguirsi ininterrotto di attacchi aerei e colpi di artiglieria che, implacabilmente, si abbattono su tutto il territorio. Vengono presi di mira, sistematicamente, non solo edifici residenziali ma anche rifugi di fortuna, automobili stipate di civili in fuga e persino i punti di distribuzione degli aiuti, rendendo quasi impossibile qualsiasi operazione di soccorso. Alcune fonti segnalano, inoltre, l'uso di gas tossici in prossimità del complesso medico di Al-Shifa, sebbene tali notizie richiedano ancora verifiche indipendenti.

L'appello delle Nazioni Unite per un piano di pace

In questo quadro di estrema tensione, si inseriscono le dichiarazioni del segretario generale delle Nazioni Unite, il quale, attraverso un suo portavoce, ha esortato tutte le parti in causa ad accettare e a implementare il piano di pace recentemente presentato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L'appello, che arriva dopo un analogo invito del ministro degli Esteri italiano, sottolinea l'urgenza di un impegno concreto per fermare le ostilità, riconoscendo nel contempo il ruolo avuto da diversi paesi arabi e musulmani nel mediare la proposta.

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