Benevento, l'ultimo volo di Pasquale: un morto in un incidente aereo, il pilota ex colonnello è grave

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel tardo pomeriggio, quando il cielo iniziava a scurirsi, un boato ha squarciato la quiete della contrada Olivola, a pochi chilometri da Benevento, dove sorge il campo di volo dell’Aeroclub. Un elicottero ultraleggero, che aveva appena spiccato il volo o vi si stava avvicinando, si è schiantato al suolo con violenza inaudita, prendendo immediatamente fuoco. Le fiamme, divampate in un istante, hanno reso subito chiaro a soccorritori e testimoni, accorsi sul posto con un moto d’impulso, la gravità estrema di quanto accaduto. Dalle prime, confuse ricostruzioni, emergono le dinamiche di una tragedia che si è consumata in pochi, fatali secondi, senza lasciare scampo a chi era dentro il velivolo.

Le vittime: l'imprenditore e l'istruttore

A bordo del mezzo, come appurato dalle indagini avviate dai carabinieri e dagli uomini dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, c’erano due uomini, legati dalla medesima passione per il volo ma con storie molto diverse. Quella di Pasquale Esposito, settantasei anni di Airola, si è spezzata all’impatto. Imprenditore e dirigente di lungo corso, noto nell’area industriale tra Acerra e Marcianise, aveva coltivato per anni il sogno di volare, trovando in quel piccolo aeroclub lo spazio per realizzarlo. Al suo fianco, ai comandi, c’era Venanzio Rapolla, di sessantotto anni, che proprio oggi compiva gli anni, pilota di vasta esperienza e istruttore, già colonnello dell’Aeronautica militare e presidente del sodalizio che gestisce il campo di aviazione. Rapolla, estratto dalle lamiere dall’intervento dei vigili del fuoco, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale “San Pio” di Benevento, dove i medici combattono una battaglia contro il tempo per le sue condizioni, definite disperate senza mezzi termini.

Le prime indagini sul disastro

Sul posto, mentre i pompieri procedevano al raffreddamento del relitto ormai carbonizzato, sono iniziate le operazioni di sopralluogo dei tecnici specializzati, chiamati a stabilire la causa precisa dello schianto. La pista più battuta, in attesa di riscontri oggettivi e del recupero di eventuali dati dai strumenti di bordo, è quella di un guasto tecnico improvviso, forse al motore o ai sistemi di controllo, che avrebbe privato il pilota di qualsiasi possibilità di manovra. La competenza di Rapolla, del resto, esclude con buona probabilità errori umani in fase di decollo o atterraggio, lasciando pensare a un fattore meccanico imprevedibile che ha trasformato un volo di piacere in una trappola mortale. La magistratura ha aperto un fascicolo, ipotizzando il reato di disastro colposo, e aspetta ora i risultati delle perizie più approfondite.

Il dramma di una passione

Quello che resta, oltre al rottame irriconoscibile e al terreno annerito, è il vuoto lasciato dalla scomparsa di Pasquale Esposito, descritto da chi lo conosceva come una persona rispettata e attiva, e l’angoscia per le condizioni del pilota. L’incidente riporta una volta di più l’attenzione sulla sicurezza dei velivoli ultraleggeri, mezzi che, seppure soggetti a normativa, richiedono manutenzioni scrupolose e controlli costanti. La cronaca nera del volo amatoriale, purtroppo, si arricchisce di un nuovo, tragico episodio che interroga gli addetti ai lavori, mentre una famiglia piange un padre e una cittadina perde uno dei suoi volti noti. La scena, raccapricciante per chi l’ha vista, viene ora analizzata metro per metro, nella speranza che dalla sciagura possano emergere indicazioni utili a prevenire, in futuro, altre perdite.

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