L'addio a Pasquale Esposito, il manager che portò l'Italtel al top, e al pilota Venanzio Rapolla. Il dolore per lo schianto dell'elicottero
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Redazione Interno
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Un temperamento energico, una dedizione totale che non ammetteva mezze misure tra gli affetti familiari e l'impegno professionale: era questo il tratto distintivo di Pasquale Esposito, il manager di Airola di 76 anni scomparso nel tragico incidente aereo verificatosi nei pressi di Benevento. Cresciuto nella scuola di Confindustria e plasmato dalla fiducia di uno dei patriarchi dell'industria nazionale, Vittorio Merloni, Esposito aveva costruito una carriera di primo piano, culminata nella guida di Italtel, azienda che seppe rilanciare e portare a livelli di eccellenza riconosciuti. La sua vita, intensa e piena, ruotava attorno a pilastri solidi: la moglie Carmen, compagna di una vita, le figlie Bianca ed Elisabetta, punti di riferimento anche nel lavoro, e la recente, travolgente gioia per la nascita del nipotino Matteo. Una esistenza che amava profondamente, fatta di passioni a volte difficili da conciliare ma mai rinnegate, si è bruscamente interrotta nello schianto del velivolo sul quale viaggiava.
Le gravissime condizioni del pilota
Accanto a lui, alla guida dell'elicottero ultraleggero, c'era Venanzio Rapolla, 68 anni, napoletano, colonnello in congedo dell'Aeronautica Militare con un'esperienza di volo sterminata, stimata in oltre diecimila ore. Presidente del locale Aeroclub e istruttore di lungo corso, Rapolla non era deceduto sul colpo ma era stato estratto dalle lamiere in condizioni disperate, per essere poi trasportato d'urgenza all'ospedale San Pio di Benevento. Le sue ferite, di una gravità estrema, non lasciavano spazio a facili ottimismi, costringendo i medici a un tentativo estremo di salvataggio.
Il trasferimento al Cardarelli e la morte
Nella speranza di offrirgli una possibilità ulteriore, il pilota era stato quindi trasferito al più attrezzato ospedale Cardarelli di Napoli, centro di riferimento regionale per la traumiologia più severa. Qui, nonostante gli sforzi profusi dai team chirurgici e di rianimazione, le lesioni riportate nell'impatto si sono rivelate insuperabili. Rapolla ha così perso la sua battaglia, spegnendosi nella notte, a due giorni di distanza dal disastro aereo che aveva immediatamente stroncato la vita del suo passeggero. La dinamica dell'accaduto, al momento, resta oggetto di accertamento da parte degli investigatori, chiamati a stabilire le cause che hanno portato il velivolo a perdere quota e a precipitare al suolo.
Il vuoto lasciato e le indagini in corso
La doppia scomparsa ha scavato un solco profondo nel tessuto sociale e imprenditoriale del Sannio, lasciando nello sgomento quanti hanno conosciuto e stimato entrambi gli uomini. Da una parte, un manager di razza la cui visione ha segnato la storia industriale delle telecomunicazioni in Italia; dall'altra, un aviatore di professione, figura rispettata e punto di riferimento per intere generazioni di appassionati del volo nella provincia beneventana. Le autorità competenti, coadiuvate da esperti, stanno ora esaminando ogni minima traccia utile a ricostruire la sequenza degli eventi, analizzando i rottami del velivolo e acquisendo ogni possibile elemento testimoniale. Un lavoro meticoloso, che procede nel silenzio del cordoglio, teso a fornire risposte chiare su una tragedia che ha spento due esistenze spese con uguale intensità nei rispettivi campi.




