Tajani definisce "inaccettabile" l'attacco israeliano in Qatar, Bernabé teme l'imprevedibilità di Trump
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha bollato come «inaccettabili» le azioni militari che hanno violato la sovranità del Qatar, definendolo uno Stato non parte in causa e anzi impegnato in una «preziosa opera di mediazione» tra le parti. L’intervento, pronunciato nel corso di un’informativa urgente al Senato, si inserisce in un contesto internazionale sempre più instabile, caratterizzato da una moltiplicazione dei fronti di crisi.
A confermare questo stato di allarme è stato anche Franco Bernabé, il quale, pur non ricoprendo un ruolo governativo, ha espresso una forte preoccupazione per l’attuale scenario. L’ex manager ha osservato come il mondo abbia vissuto in relativa pace per ottant’anni grazie a un sistema di accordi tra grandi potenze, il cui pilastro fondamentale era la prevedibilità delle loro mosse. Quel sistema, a suo dire, si è ormai dissolto, lasciando il posto a una pericolosa incertezza.
Proprio l’imprevedibilità viene indicata come il tratto distintivo dell’amministrazione di Donald Trump, il quale, da uomo d’affari, applicherebbe alla politica estera l’unico schema a lui noto. La tensione è emersa con chiarezza in una telefonata, riportata dal Wall Street Journal, tra il presidente americano e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Durante il colloquio, Trump avrebbe espresso «profonda frustrazione» per essere stato tenuto all’oscuro dell’operazione e avrebbe giudicato «non saggia» la decisione di colpire i leader di Hamas a Doha




