Juventus, Bernardo Silva e non solo: occhi su Kessié e Anguissa
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Redazione Sport
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Il calciomercato inizia a scalpitare ben prima dell’estate, e in casa Juventus il movimento è tutt’altro che silenzioso. Sebbene la corsa alla Champions League tenga banco sul campo – con i bianconeri attualmente impegnati a blindare il quarto posto, favoriti anche dai passi falsi delle dirette concorrenti – la dirigenza, dove Comolli sta imprimendo una svolta precisa alla pianificazione tecnica, lavora su più tavoli per rinforzare il centrocampo in vista della prossima stagione. Il nome destinato a monopolizzare l’attenzione delle prossime settimane, complice la scadenza contrattuale imminente, è senza dubbio quello di Bernardo Silva. Il portoghese, che lascerà il Manchester City a parametro zero dopo aver vinto tutto ciò che c’era da vincere (sei Premier League e una Champions League, tanto per citare i trofei più prestigiosi), rappresenta un’occasione di mercato che pochi club al mondo possono permettersi di ignorare.
La strategia per convincere il giocatore, classe '94 ma ancora con moltissime energie da spendere ad altissimo livello, è chiara e ben oliata. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il progetto tecnico della Vecchia Signora sarebbe l’unico, in Italia, a stuzzicare realmente la fantasia dell’ex Monaco. I contatti con Jorge Mendes, agente d’élite non nuovo a colpi di questo calibro sul mercato italiano, proseguono con un cauto ma crescente ottimismo: la sensazione è che la fumata bianca sia più vicina di quanto si possa pensare, nonostante una concorrenza agguerrita che vede in lizza il Barcellona (storicamente interessato al giocatore), le ricche sirene della Saudi Pro League e le distese americane della Major League Soccer.
Le alternative per la mediana: ipotesi Kessié e Anguissa
Non si vive di solo Bernardo Silva, ovviamente. La Juventus, consapevole della necessità di aggiungere muscoli e dinamismo davanti alla difesa, sta monitorando con grande attenzione il panorama dei parametri zero anche per quanto riguarda i profili più fisici. Tra i nomi che circolano con insistenza nelle stanze del potere di Continassa spiccano quelli di Franck Kessié e Franck Anguissa, due centrocampisti che hanno già dimostrato sul territorio italiano di saper fare la differenza. L’ivoriano, in uscita dall’Al-Ahli dopo l’esperienza saudita, è un vecchio pallino del calcio nostrano, capace di garantire quantità e qualità in inserimento, caratteristiche che a Spalletti (confermato alla guida tecnica) non dispiacciono affatto per equilibrare la manovra.
La dirigenza sta dunque cercando di coniugare l’estro di un fantasista come Silva con la sostanza di un mediano robusto, consapevole che il salto di qualità richiesto per tornare a competere stabilmente per lo scudetto passa necessariamente dalla costruzione di una colonna vertebrale di assoluto spessore. La concorrenza per Kessié, va detto, non mancherà, ma la possibilità di tornare a giocare in Italia con un contratto sostanzioso potrebbe rappresentare un’attrattiva non indifferente per l’ex Milan.
L’effetto Champions sul portafoglio e sul mercato
Un aspetto, questo del ritorno nella massima competizione europea, che non è affatto secondario nelle strategie di mercato bianconere. La vittoria del Como sul campo del Sassuolo, unita agli scontri diretti che hanno visto coinvolte Atalanta e Roma, ha allontanato le minacce immediate e avvicinato la matematica certezza di un posto tra le grandi d’Europa per la prossima stagione. Certo, il calendario della Juventus non è dei più semplici – lo ammettono anche i più ottimisti – ma a Torino l’aria è quella di chi si sente ormai al sicuro.
Questo tesoretto, rappresentato dai ricchi proventi della Champions League, permetterà a Comolli e ai suoi collaboratori di mettere mano al portafoglio con maggiore disinvoltura. Per Bernardo Silva, la cui valutazione economica è legata più all’ingaggio che al cartellino vista la scadenza, la disponibilità economica garantita dalla qualificazione europea è un dettaglio non trascurabile, capace di accelerare i tempi di una trattativa già impostata. Si parla di una cifra vicina agli otto-nove milioni di euro netti a stagione per convincere il lusitano a scegliere Torino invece di destinazioni più esotiche o altrettanto blasonate come il Camp Nou.
Il rinnovato ottimismo e le strategie di gestazione
Se l’anno scorso, in questo stesso periodo, le riflessioni sul futuro di un top player come Kevin De Bruyne tenevano banco (con il belga che poi scelse la via più complicata ma affascinante del sì al Napoli), stavolta i ragionamenti sul domani investono in pieno Bernardo Silva. Il giocatore, tramite i social network, ha già salutato la corte di Pep Guardiola con un messaggio di ringraziamento che sa di addio ufficiale. A trentadue anni da compiere ad agosto, Silva cerca ancora stimoli e una piazza che lo faccia sentire protagonista assoluto.
Il dialogo con il suo entourage è costante e, a differenza di altre operazioni di mercato che si trascinano per mesi, questa sembra seguire un copione già scritto. L’ottimismo di chi segue la trattativa da vicino non nasce dal nulla, ma da segnali precisi che arrivano dal fronte portoghese: Mendes, d’altronde, ha sempre avuto un rapporto privilegiato con il club torinese, e questa potrebbe essere l’occasione giusta per confezionare l’ennesimo colpo da novanta a costo zero. L’obiettivo è chiaro: regalare a Spalletti un interprete duttile, capace di agire sia sulla trequarti che in mezzala, per alzare definitivamente il tasso tecnico di una rosa che, con l’aggiunta di questi tasselli, potrebbe cambiare volto e ambizioni.




