USA-Belgio, la lezione di Atlanta: ai padroni di casa del Mondiale non bastano McKennie e Pulisic
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Redazione Sport
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Si è conclusa con un verdetto sorprendentemente netto l’amichevole di lusso andata in scena al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, un test che avrebbe dovuto rappresentare un banco di prova importante per i due co-ospiti della prossima Coppa del Mondo e che invece si è trasformato in una vera e propria doccia gelata per gli Stati Uniti. Davanti a una folla di quasi 67mila spettatori – un pubblico che, complice il fattore campo, sperava in una serata di grande spettacolo – la squadra di Mauricio Pochettino ha subito una rimonta pesantissima per mano del Belgio di Rudi Garcia, con il punteggio finale che recita un eloquente 5-2 per i Diavoli Rossi. Una sconfitta, quella statunitense, che entra di diritto tra le più amare della loro storia recente, se si considera che non accadeva dal lontano 1959 di subire un passivo così largo in casa dopo essere passati in vantaggio.
La frusta di McKennie e l’illusione durata un tempo
L’avvio della gara sembrava seguire il copione scritto per gli americani, con i giocatori della Serie A protagonisti assoluti della prima frazione di gioco. Il centrocampista della Juventus, Weston McKennie, confermando lo straordinario momento di forma che lo sta caratterizzando in questa stagione tra gol e assist, ha rotto l’equilibrio al 39’. Sfruttando al meglio un corner battuto da Antonee Robinson, McKennie ha trovato lo spazio giusto per inserirsi e battere il portiere belga Senne Lammens, regalando la momentanea illusione del vantaggio ai padroni di casa. Un’illusione, però, destinata a durare pochissimo. Proprio sul finire del primo tempo, quando l’inerzia sembrava ormai saldamente in mano agli Stati Uniti, la difesa di Pochettino si è trovata impreparata sulla conclusione dalla distanza di Zeno Debast: il difensore belga ha raccolto una respinta e con un tiro potente e rasoterra ha firmato il pareggio al 45’, spegnendo l’entusiasmo dell’impianto di Atlanta.
Il diluvio belga: dalla mezz’ora di Garcia alla cinquina finale
La ripresa ha raccontato una storia completamente diversa, una sorta di monologo belga che ha messo in luce tutte le fragilità di una retroguardia statunitense ancora alla ricerca di certezze a pochi mesi dal fischio d’inizio del Mondiale. Rudi Garcia, osservato speciale per la gestione di una nazionale ricca di talento, ha visto la sua squadra trasformarsi dopo l’intervallo. La svolta è arrivata con una combinazione fulminea sugli esterni: la velocità di Jérémy Doku ha messo in crisi la linea difensiva avversaria, permettendo ad Amadou Onana di siglare il gol del sorpasso al 53’ con un preciso destro sotto la traversa. Pochi minuti più tardi, la partita è scivolata definitivamente in discesa per gli ospiti: un intervento di mano del capitano Tim Ream in area di rigore, rilevato dal VAR, ha concesso a Charles De Ketelaere la possibilità di trasformare il penalty spiazzando il portiere Turner. L’attaccante del Milan, proprio come il suo compagno di squadra e avversario Christian Pulisic sceso in campo dall’altra parte, non ha fallito l’appuntamento con il gol.
A questo punto il Belgio ha amministrato il vantaggio con la sicurezza delle grandi squadre, trovando anche il tempo per le giocate di fino. L’ingresso di Dodi Lukébakio ha rappresentato il colpo del ko definitivo: il subentrato ha prima realizzato una bellissima conclusione a giro dal limite dell’area al 68’, poi ha approfittato di un’indecisione difensiva per siglare la sua doppietta personale all’82’, fissando il punteggio sul 5. Gli Stati Uniti, che in avvio di gara avevano sfiorato il gol anche con Pulisic, hanno avuto la forza di reagire solo nel finale: l’attaccante Patrick Agyemang ha raccolto un errore della retroguardia belga accorciando le distanze all’87’, fissando il risultato sul definitivo 5-2 che ha chiuso una serata da dimenticare per i padroni di casa.
Meta Description: Amichevole ad Atlanta: Stati Uniti battuti 5-2 dal Belgio nonostante il gol di McKennie. Doppietta di Lukebakio e rete di De Ketelaere su rigore.




