Tifosi lanciano sassi contro il bus del Pistoia, muore l'autista
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Redazione Interno
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Una tragedia assurda, che ha dell'incredibile, si è consumata lungo la superstrada Rieti-Terni, quando il pullman che riportava a casa i tifosi dell'Estra Pistoia è stato preso d'assalto da un gruppo di individui armati di mattoni e pietre. L'agguato, che si configura come un atto di violenza cieca e premeditata, è avvenuto poco dopo la fine della partita di serie A2 tra la Sebastiani Basket Rieti e la formazione toscana, mentre il mezzo, con a bordo una cinquantina di sostenitori, percorreva la statale 79 all'altezza dello svincolo di Contigliano. Secondo le prime, drammatiche ricostruzioni, uno dei mattoni scagliati con violenza ha sfondato il parabrezza anteriore del bus, colpendo in pieno volto il secondo autista, il quale, seduto accanto al conducente, non ha avuto scampo. L'uomo, come purtroppo appurato dai soccorsi giunti sul posto, è deceduto sul colpo a causa dell'impatto, in un episodio che sconvolge il mondo dello sport e non solo, riportando alla luce il lato più oscuro e criminale del cosiddetto tifo.
La dinamica dell'agguato
Il gruppo di ultras, come emerso dalle indagini delle forze dell'ordine che stanno setacciando la zona, sarebbe uscito da un campo laterale per tendere l'imboscata al veicolo, approfittando di un momento di vulnerabilità. Il pullman, che poco prima aveva beneficiato di una scorta di protezione all'uscita dall'impianto sportivo reatino, si era infatti immesso sul tracciato veloce quando la scorta si è conclusa, lasciando il mezzo in balia di un attacco pianificato con lucida follia. Il lancio di oggetti contundenti, tra i quali si annoverano diversi sassi e almeno due grossi mattoni, è stato mirato e violento, tanto che uno di questi ha trovato la sua tragica via attraverso il cristallo, trasformando un viaggio di ritorno da una trasferta sportiva in una scena di orrore indescrivibile per chi si trovava a bordo.
La reazione del club pistoiese
La società Pistoia Basket 2000, da parte sua, ha fatto pervenire una nota stampa nella quale esprime tutto il suo sgomento per l'accaduto, definendosi "sconcertata per la dinamica che ha provocato l'incidente". Il presidente Joseph David, insieme a tutto il club, ha voluto stringersi idealmente attorno alla famiglia dell'autista deceduto, partecipando al dolore dei suoi cari in un momento di così profonda e immotivata sofferenza. La società, com'è comprensibile, attende ora i riscontri ufficiali dalla magistratura, la quale ha avviato un'inchiesta per far piena luce sulle responsabilità penali individuali, mentre le indagini procedono per identificare e catturare gli autori materiali di un gesto che ha dell'inumano.
Il contesto e le indagini
L'episodio, che rientra purtroppo nella cronaca nera legata agli eventi sportivi, sta suscitando un'ondata di sdegno che va ben oltre i confini regionali, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza negli spostamenti delle tifoserie e sulla necessità di misure preventive più stringenti. Le forze dell'ordine, al lavoro per ricostruire ogni dettaglio, stanno valutando ogni possibile pista, compresa quella di un agguato preordinato da parte di frange estremiste del tifo organizzato, le quali, come dimostra questo esito funesto, agiscono con un disprezzo totale per la vita umana. La morte dell'autista, un lavoratore che stava semplicemente svolgendo il proprio dovere, rappresenta una ferita gravissima per il basket e per l'intero Paese, un segnale allarmante di come la violenza possa sfuggire a qualsiasi logica e controllo.




