L’Inter vince a Lecce e allunga in classifica, Chivu centra l’ennesimo record sulla panchina nerazzurra
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Redazione Sport
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La formazione guidata da Cristian Chivu, nonostante un calendario fitto di impegni e una serie di assenze pesanti che avrebbero potuto minare le certezze di qualsiasi organico, ha dimostrato anche al "Via del Mare" di possedere una solidità mentale e tecnica fuori dal comune. La trasferta salentina, infatti, arrivava al culmine di una settimana complicata, segnata dal passo falso in Norvegia contro il Bodo/Glimt in Champions League e dalla perdita del capitano Lautaro Martinez, il cui infortunio muscolare, come aveva lasciato intendere lo stesso tecnico nel post-partita europeo, terrà l'argentino lontano dai campi per un periodo significativo -4. Ciononostante, la squadra ha saputo imporre il proprio gioco contro un Lecce battagliero, trovando il varco giusto solo nel quarto d'ora finale grazie alle reti di due subentrati, Henrikh Mkhitaryan e Manuel Akanji, entrambi abili a sfruttare la precisione al bacio di Federico Dimarco sugli sviluppi di calcio d'angolo -2-7. Un successo, il settimo consecutivo in campionato, che proietta i nerazzurri a +10 sulla seconda della classe, un margine che sa di ipoteca sul Titolo, anche se nello spogliatoio, e il tecnico rumeno per primo lo sa, non si digeriscono certi discorsi -2.
La gestione dell'emergenza e la forza dei meccanismi
La vittoria contro i giallorossi ha assunto i contorni di una piccola impresa se si analizza la situazione di emergenza con cui Chivu ha dovuto fare i conti alla vigilia. Oltre allo stop del Toro, mancavano all'appello per squalifica Hakan Calhanoglu e Nicolò Barella, colonne portanti del centrocampo, mentre Denzel Dumfries non era ancora al meglio e Piotr Zielinski, alla fine recuperato per la gara, aveva accusato un affaticamento nei giorni precedenti -8. Lo starting eleven proposto dal tecnico, con Pio Esposito affiancato a Marcus Thuram e la mediana affidata a Davide Frattesi appena sfebbrato e a un ritrovato Zielinski, poteva sembrare un azzardo, ma ha invece confermato quanto profonde siano le radici del lavoro svolto in questi mesi ad Appiano Gentile. La squadra, pur non riuscendo a perforare il muro leccese nel primo tempo e vedendosi annullare una gioia a Dimarco per un fuorigioco millimetrico di Thuram, non ha mai perso la bussola, continuando a macinare gioco e a crederci fino allo scadere -2-7.
Un tecnico da record: nessuno come lui nella storia interista
Questo successo ha permesso a Cristian Chivu di iscrivere il proprio nome in una pagina inedita della storia del club. Come evidenziato in questi giorni, il tecnico rumeno ha raggiunto un primato statistico di assoluto rilievo: con i ventisei punti ottenuti nelle prime ventisei panchine in Serie A, nessun allenatore nella storia dell'Inter aveva mai fatto meglio al debutto nella massima serie -1. Un dato che acquista peso specifico se paragonato alle medie dei suoi illustri predecessori, come Simone Inzaghi e Antonio Conte, che pure avevano iniziato con numeri eccellenti ma leggermente inferiori -1-3. Si tratta di un traguardo che va al di là della semplice statistica, perché fotografa l'impatto immediato che l'ex difensore del Triplete è riuscito ad avere su un gruppo che molti davano per spompato e bisognoso di una scossa. La sua gestione, inizialmente accolta con scetticismo da una parte dell'ambiente che lo vedeva come un ripiego dopo il "no" di Cesc Fabregas, si sta rivelando vincente anche nella comunicazione, come testimoniano i suoi interventi sempre diretti e, a volte, anche sopra le righe -5-6.
La nuova linfa e la fiducia nei giovani del vivaio
Un altro aspetto distintivo del Chivu allenatore, emerso con chiarezza anche nella sfida del "Via del Mare", è la capacità di attingere a piene mani dal settore giovanile, che lui stesso ha guidato verso la conquista di uno scudetto Primavera. La scelta di lanciare dal primo minuto Francesco Pio Esposito, classe 2005, non è stata dettata solamente dall'emergenza, ma rappresenta la logica continuazione di un progetto che vede nella valorizzazione dei giovani una risorsa concreta -5. Il ragazzo, schierato al centro dell'attacco, ha risposto con una prestazione generosa, fatta di sacrificio e movimento al servizio della squadra, confermando le ottime impressioni lasciate nelle precedenti uscite. A testimoniare ulteriormente questa filosofia, nel finale Chivu ha inserito anche il giovane Bonny, preferendolo a un senatore come Thuram per dare freschezza e tenere alta la pressione offensiva -5. Un coraggio che premia, e che dimostra come la linea di continuità tra la Primavera e la prima squadra, sotto la sua gestione, sia ormai un'autostrada piuttosto che un sentiero accidentato.




