Franco Bragagna e il 2,37 di Gianmarco Tamberi: “Ci sorprendiamo ancora”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Franco Bragagna non nasconde lo stupore. Nella nuova puntata del suo podcast “Sarò Franco”, il giornalista e telecronista sportivo ha commentato con entusiasmo la prestazione di Gianmarco Tamberi agli Ultimate Championship di Budapest, chiusi con un salto a 2,37 metri che è valso la vittoria e la miglior misura mondiale stagionale. “Tutte le volte è capace di fare quella cosa in più, ovviamente mai in meno, che non ti aspetti”, ha detto Bragagna, riassumendo il senso di una carriera che continua a sfidare la logica del tempo e degli infortuni.

La sorpresa che si rinnova

Per il trentaquattrenne saltatore azzurro si tratta della prima edizione del nuovo evento mondiale ideato da World Athletics, andato in scena nello stadio Nemzeti Atlétikai Központ, lo stesso impianto dove nel 2023 aveva conquistato il titolo iridato. Bragagna ha sottolineato come l’atleta abbia dominato la scena non solo dal punto di vista tecnico, ma anche nella gestione del pubblico e delle telecamere, alternando italiano e inglese in un dialogo costante con il pubblico.

La misura di 2,37 metri, curiosamente, è la stessa con cui Tamberi aveva vinto l’oro olimpico a Tokyo nel 2021, condiviso con Mutaz Essa Barshim, e che nel 2024 aveva ritrovato nella finale degli Europei di Roma.

Il tentativo a 2,41 e il peso della storia

Dopo essersi assicurato il successo, Tamberi ha chiesto di alzare l’asticella a 2,41 metri, quota che avrebbe migliorato il suo primato italiano di 2,39 risalente al 2016. I tre tentativi non sono andati a buon fine, ma il solo provarci ha rappresentato un messaggio chiaro. “Sono ripartito da quel 2016, quando proprio a quell’altezza mi ruppi la caviglia”, ha raccontato lo stesso Tamberi a Sky Sport, spiegando come quell’infortunio gli abbia insegnato “a non avere paura di niente”.

Bragagna ha definito l’intera gara ungherese “belle gare, ben organizzate, ben strutturate”, pur segnalando la necessità di alcuni aggiustamenti nel calendario internazionale.

Il weekend azzurro e le altre pedane

L’analisi di Bragagna non si è fermata al solo Tamberi. Nel corso della puntata ha promosso a pieni voti anche le prove di Larissa Iapichino e di Francesco Pernici. La lunghista fiorentina, ventiquattrenne, ha vinto la gara di Budapest con la misura di 6,90 metri, confermandosi dopo il titolo europeo conquistato a Birmingham con 7,00 metri e il primato italiano di 7,12 stabilito in stagione.

Quanto a Pernici, il mezzofondista ha chiuso gli Europei con un quinto posto negli 800 metri, sfiorando il podio per soli sei centesimi, dopo aver migliorato il record italiano della specialità che resisteva dal 1973.

Un’annata da incorniciare

Il 2026 di Tamberi era iniziato con qualche ombra, complici i problemi fisici che ne avevano condizionato la prima parte di stagione. Poi sono arrivati il quarto titolo europeo a Birmingham, l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Taranto e il successo nella tappa di Diamond League a Chorzow. A Budapest, davanti alla moglie Chiara e alla primogenita Camilla, il capitano della nazionale ha aggiunto l’ultimo tassello a un palmarès che comprende oro olimpico, mondiale ed europeo.

“Vado a Los Angeles con una fame e una voglia che non potete immaginare”, ha dichiarato l’atleta, proiettato verso i Giochi del 2028. E chissà che il finale di carriera non possa arrivare a Roma, con un Mondiale che rappresenterebbe la chiusura perfetta.

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