La premier giapponese Sanae Takaichi, fan sfegatata, incontra i Deep Purple: «You are my god»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non capita tutti i giorni che un capo di governo, per di più in un contesto istituzionale solitamente rigido come quello giapponese, si lasci andare a una dichiarazione tanto diretta nei confronti di un gruppo di rocker britannici. Eppure, è successo proprio questo quando la premier Sanae Takaichi ha ricevuto nel suo ufficio a Tokyo i Deep Purple, la band che ha segnato la storia dell’hard rock mondiale. L’incontro, avvenuto in vista dell’inizio del tour nipponico al Nippon Budokan, ha rappresentato per la leader politica — la prima donna a ricoprire questo incarico — la realizzazione di un sogno coltivato fin dall’infanzia, tanto che di fronte al batterista Ian Paice non ha resistito: «You are my god», gli ha detto, porgendogli un set di bacchette Tama di fabbricazione giapponese che aveva autografato di suo pugno.

Un’ammirazione nata con «Machine Head»

L’entusiasmo dimostrato dalla premier, visibilmente emozionata mentre accoglieva i musicisti, affonda le sue radici in un passato lontano. Takaichi ha raccontato ai presenti, tra cui il cantante Ian Gillan e il bassista Roger Glover, di aver acquistato l’album «Machine Head» quando era ancora una bambina che frequentava le scuole elementari; quel disco, che contiene hit intramontabili come «Smoke on the Water», fu la scintilla che accese la sua passione per il genere. Nel raccontare il suo legame con la band, la premier ha rivelato un dettaglio che la avvicina ulteriormente ai suoi idoli: durante la scuola media, suonava le tastiere in una tribute band dedicata proprio ai Deep Purple, per poi passare alla batteria all’università, dimostrando così una versatilità musicale che pochi si aspetterebbero da una figura istituzionale.

La confessione domestica: «Litigo con mio marito e suono Burn»

L’atmosfera dell’incontro, descritto dalle agenzie come cordiale e informale nonostante la location istituzionale, ha permesso alla premier di lasciarsi andare a una simpatica confessione che ha strappato un sorriso ai componenti della band. Takaichi, che ha sempre dichiarato di apprezzare particolarmente il brano «Burn» (tratto dall’omonimo album del 1974), ha infatti spiegato come utilizzi la musica anche come valvola di sfogo personale. «Al giorno d’oggi, quando litigo con mio marito, mi metto alla batteria e suono “Burn” per lanciargli una maledizione», ha scherzato la leader, rivelando un lato privato e ironico che contrasta con la compostezza che solitamente si addice al suo ruolo. Dal canto loro, i Deep Purple hanno ricambiato il gesto donandole un rullante autografato, mentre Paice ha definito l’incontro un «bonus» aggiunto al loro tour giapponese.

Un tour che riparte dal Budokan

L’incontro con la premier ha fatto da prologo alla serie di concerti che la leggendaria band terrà nel Paese del Sol Levante, a cinquant’anni di distanza dalla registrazione del celebre live «Made in Japan» che ne consacrò la potenza esecutiva dal vivo. Ad accogliere i Deep Purple non c’era quindi un semplice fan, ma la massima autorità politica nipponica, la quale ha voluto sottolineare come la musica della band rappresenti un ponte culturale tra Regno Unito e Giappone. Sebbene Takaichi si trovi a dover gestire dossi diplomatici e pressioni economiche interne dall’inizio del suo mandato, ha voluto comunque ritagliarsi questo spazio per omaggiare i musicisti, dichiarando di nutrire «il più profondo rispetto per il modo in cui continuano a fare la storia del rock, abbracciando nuove sfide e creando musica accattivante ancora oggi». Un incontro, questo, che resterà negli annali come uno dei momenti più atipici e genuini della cronaca politica recente.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.