Sale la pressione fiscale in Europa, l'Italia supera il 42%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il rapporto tra il gettito fiscale, che comprende sia le imposte sia i contributi sociali, e il prodotto interno lordo è aumentato, nel 2024, sia nell'insieme dell'Unione europea che nell'area dell'euro. I dati diffosti dall'ufficio statistico dell'Unione, i quali forniscono una fotografia dettagliata del prelievo in ogni paese membro, mostrano un incremento di mezzo punto percentuale per i Ventisette, passati dal 39,9% del 2023 al 40,4%. Un andamento simile, seppur leggermente più marcato, ha interessato l'Eurozona, dove l'indicatore è salito dal 40,5% al 40,9%, a testimonianza di una tendenza generalizzata che, sebbene con diverse intensità, non ha risparmiato quasi nessuno stato.

Il caso italiano e il confronto con l'Europa

In questo contesto, l'Italia si colloca al di sopra della media europea, con una pressione fiscale e contributiva che ha toccato il 42,6%, un valore in significativo rialzo rispetto al 41,4% registrato nell'anno precedente. Questo dato, che rappresenta il livello più elevato dal 2020 – quando, in piena pandemia, la contrazione del Pil fece schizzare l'indicatore al 42,9% – si traduce in un ammontare complessivo di entrate, per lo Stato, che si avvicina alla soglia del miliardo di euro, avendo raggiunto la cifra di 937.106 milioni. Se ne deduce che, nonostante il Pil in ripresa, il peso del fisco sulle attività economiche e sui cittadini continua a crescere, ponendo il paese in una posizione di forte pressione tributaria se paragonata a quella dei suoi partner continentali.

Le entrate complessive e il primato danese

A livello aggregato, l'Unione europea ha visto le sue entrate fiscali e contributive totali raggiungere la considerevole somma di 7.281 miliardi di euro, con un aumento di 387 miliardi rispetto all'anno prima. Questo incremento, che riflette sia le politiche fiscali dei singoli governi sia la dinamica economica generale, conferma la tendenza al rialzo del prelievo. Tra le nazioni, la Danimarca si conferma in testa alla classifica con un rapporto imposte-Pil che ha raggiunto il 45,8%, un primato che la contraddistingue da anni e che la colloca in una posizione isolata, molto al di sopra delle medie continentali.

Uno sguardo d'insieme sulla tendenza

L'aumento del prelievo fiscale, che si registra quindi in modo trasversale, sebbene con percentuali differenti, segna un momento significativo per le economie europee, le quali stanno affrontando un periodo di transizione e di riassestamento dopo le crisi degli anni passati. L'andamento italiano, in particolare, evidenzia una dinamica più accentuata rispetto a quella media dell'Unione, sottolineando come il carico tributario continui a rappresentare una variabile fondamentale per la competitività e per le finanze delle famiglie, senza che, per il momento, si osservino inversioni di tendenza.

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