Gp Australia, la prima fila è della Mercedes. Russell in pole, incidente Verstappen
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Redazione Sport
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La prima vera indicazione dell'era tecnica che si è appena aperta, quella che vorrebbe regalare maggiore competitività e ravvicinamento tra i team, arriva dall’asfalto dell’Albert Park di Melbourne e porta i colori della Mercedes. Nelle qualifiche che decidono la griglia di partenza del Gran Premio d’Australia, primo atto del Mondiale 2026 di Formula 1 in programma domenica 8 marzo, è stata la scuderia di Brackley a dettare legge con una autorevolezza che non si vedeva da tempo, piazzando entrambe le sue monoposto nelle primissime posizioni. A firmare il miglior tempo, quel giro secco in 1 minuto, 18 secondi e 518 millesimi che vale la pole position, è stato George Russell, il britannico che ha letteralmente spazzato via la concorrenza, precedendo di 293 millesimi il compagno di squadra, il bolognese Andrea Kimi Antonelli. Una doppietta in prima fila, la numero 250 per un motore Mercedes nella massima serie, che sa tanto di dichiarazione d’intenti per il resto della stagione, anche se va ricordato come si tratti pur sempre della prima gara e di un tracciato, quello cittadino di Melbourne, spesso traditore e in grado di rimescolare le carte da un momento all’altro.
La rimonta di Antonelli e la sorpresa Hadjar
Il sabato australiano, per Antonelli, poteva però concludersi in modo ben diverso, e forse anche peggiore, visto quanto accaduto durante la terza sessione di prove libere, quella che anticipa le qualifiche. Il giovane pilota italiano era finito violentemente contro le barriere, distruggendo la sua Mercedes e costringendo i meccanici a una corsa contro il tempo per ricostruire la monoposto. Un lavoro titanico, quello della squadra, reso possibile anche dalla bandiera rossa sventolata pochi minuti dopo per il tremendo incidente che ha coinvolto Max Verstappen, l’asso olandese della Red Bull, andato a muro all’inizio del Q1 dopo aver perso il controllo del posteriore della sua vettura alla prima curva. Un testacoda immediato, senza appello, che lo ha relegato all’ultima posizione in griglia senza nemmeno segnare un tempo cronometrato. Recuperata la vettura di Antonelli, il circus ha potuto assistere a una qualifica che ha riservato altre sorprese, come il terzo tempo finale di Isack Hadjar. Il pilota della Red Bull, al suo secondo anno nella categoria, ha piazzato la sua monoposto in seconda fila con un crono di 785 millesimi di ritardo da Russell, dimostrando una velocità e una costanza che in pochi si sarebbero aspettati alla vigilia.
Le Ferrari inseguono, McLaren e Hamilton nelle retrovie
Chi, invece, le aspettative alte le aveva eccome, e forse per questo il risultato finale lascia un lieve retrogusto amaro, è la Ferrari. Le due Rosse chiudono rispettivamente con Charles Leclerc, quarto a 809 millesimi dalla vetta, e con Lewis Hamilton, solamente settimo. Il sette volte campione del mondo, alla sua prima qualifica ufficiale con il Cavallino Rampante, ha pagato un distacco di 960 millesimi da Russell, racimolando una posizione in terza fila che non rende giustizia al potenziale mostrato nei giorni scorsi. Davanti a Hamilton, a completare la terza fila, ci sono le due McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, rispettivamente quinto e sesto, entrambi racchiusi in meno di un decimo di secondo e a testimonianza di un equilibrio precario ma serrato. Le dichiarazioni di Frederic Vasseur, team principal della Ferrari, raccolte dai microfoni a fine sessione, parlano di una qualifica “caotica e difficile”, ammettendo qualche errore di troppo e una Mercedes oggettivamente “su un altro pianeta” per quanto riguarda la velocità di punta sui rettilinei. Un’analisi lucida che, lungi dal voler trovare scuse, fotografa la situazione attuale: la squadra anglo-tedesca ha semplicemente fatto un lavoro migliore, soprattutto nella gestione dell’energia delle power unit, come evidenziato dalle telemetrie nel secondo e terzo settore del tracciato australiano.
Griglia e penalità incombenti
Completano la top ten, in un ordine che per molti versi sorprende, le due Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad, rispettivamente ottavo e nono, e l’Audi di Gabriel Bortoleto, decimo ma senza tempo a causa di un problema tecnico che ne ha impedito la partecipazione al Q3. Da registrare, nelle retrovie, anche le eliminazioni eccellenti di piloti del calibro di Fernando Alonso, solo diciassettesimo con una Aston Martin in profonda crisi, e le difficoltà dei debuttanti della Cadillac, con Sergio Perez e Valtteri Bottas relegati in fondo allo schieramento. Per quanto riguarda la griglia di partenza, però, c’è un ultimo, fondamentale dettaglio da considerare: la posizione di Kimi Antonelli è al momento sotto investigazione. I commissari stanno esaminando un episodio avvenuto all’inizio del Q3, quando un dispositivo per il raffreddamento, un cosiddetto “soffiatore”, è caduto dalla sua Mercedes in pista, creando una situazione di pericolo e colpendo la vettura di Norris, che ne ha riportato un danno all’ala anteriore. Un episodio che potrebbe costare una penalità al pilota italiano, rivoluzionando una prima fila che sembrava già scritta. La direzione gara dovrà esprimersi nelle prossime ore, e il suo verdetto potrebbe cambiare le sorti del Gran Premio ancor prima che si spenga il semaforo rosso.




