Ravenna, scattano le ordinanze anti-zanzare: larvicidi in 55mila caditoie e distribuzione nei mercati fino al 30 maggio
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Redazione Salute
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L’estate, si sa, porta con sé non solo il caldo afoso e le tanto agognate vacanze, ma anche il ronzio fastidioso delle zanzare; un fastidio che, come ben sanno i ravennati, va ben oltre il semplice prurito, toccando temi delicati come la salute pubblica e la prevenzione di arbovirosi potenzialmente gravi. Per questo, il Comune di Ravenna ha deciso di mettere in campo una strategia articolata su due fronti: da un lato interventi diretti sul suolo pubblico, dall’altro il coinvolgimento attivo dei cittadini nella gestione delle aree private, un binomio indispensabile per arginare la proliferazione degli insetti vettori. L’amministrazione, guidata dall’assessora alla salute Elisa La Paglia, ha già avviato da fine aprile una massiccia operazione di bonifica, concentrandosi in particolare sulle oltre cinquantacinquemila caditoie stradali presenti nel territorio comunale, senza dimenticare fossati, giardini e tutti quei luoghi all’aperto dove l’acqua ristagnante rappresenta un habitat ideale per le larve.
Dal punto di vista normativo, sono due le ordinanze emanate lo scorso primo maggio che regoleranno le attività fino al 31 ottobre, data in cui si conclude il periodo di massima attività di questi insetti. Da una parte vengono definite le modalità di intervento sul suolo pubblico, che vede la macchina comunale già operativa; dall’altra, vengono stabiliti gli obblighi per i privati – proprietari di aree verdi, condomini e singoli cittadini – i quali sono chiamati a evitare ristagni d’acqua e a trattare i tombini di pertinenza con prodotti larvicidi. A supporto di questa seconda linea di difesa, fondamentale per ridurre la densità delle zanzare nei quartieri, l’ente ha organizzato una capillare campagna di distribuzione gratuita del prodotto, affidata alla protezione civile e all’azienda Azimut.
Volontari al banchetto: ecco dove e quando ritirare il kit antilarve
La distribuzione dei kit, che era già iniziata a tappe alterne nei mesi scorsi con i volontari della protezione civile, entra ora nel vivo con un cronoprogramma serrato che partirà il 6 maggio per concludersi il 30 maggio. Gli incaricati, presenti nei mercati cittadini e del forese, non si limiteranno a consegnare il prodotto, ma forniranno anche tutte le indicazioni utili sul suo utilizzo – un aspetto cruciale, spiega l’assessora La Paglia, perché questi interventi vanno ripetuti con cadenza massima trisettimanale per essere davvero efficaci. Il prodotto è già stato distribuito in migliaia di confezioni nei fine settimana scorsi, e l’amministrazione ha deciso di incrementare le scorte vista la grande richiesta da parte della popolazione. Sul fronte della prevenzione sanitaria su larga scala, la città di Ravenna si allinea perfettamente al quadro normativo regionale, visto che la Giunta dell’Emilia-Romagna ha recentemente approvato il Piano 2026 di controllo delle arbovirosi; un documento, quest’ultimo, che mira a contrastare la trasmissione di malattie virali come il West Nile o la Dengue, potenzialmente anche letali per i soggetti più fragili.
Dal centro al forese, un impegno da 55mila caditoie trattate
Mentre i cittadini potranno recarsi nei mercati per ritirare il proprio kit, le squadre comunali hanno già da tempo iniziato il trattamento larvicida nelle aree pubbliche; un lavoro silenzioso ma certosino, che prevede la discesa nei pozzetti e l’applicazione del principio attivo laddove l’acqua tende a raccogliersi e a stazionare. I numeri parlano chiaro: sono circa settantamila i punti di raccolta delle acque piovane – tra tombini e caditoie – che vengono periodicamente ispezionati e trattati, un’attività complessa che richiede un notevole dispendio di risorse umane e tecniche. L’obiettivo è chiaro: abbattere la popolazione delle zanzare prima ancora che queste possano spiccare il volo, attaccandole nel loro habitat naturale quando sono ancora nella fase larvale. Se a questo impegno si aggiunge la collaborazione dei privati – che sono tenuti a tenere puliti i propri giardini e a svuotare sottovasi e annaffiatoi – la città può davvero sperare di limitare l’impatto di questi insetti nei prossimi mesi caldi, che tradizionalmente registrano il picco di diffusione.




