Stellantis rinnova il contratto per tremila lavoratori in Puglia, ma la Fiom denuncia "pregiudizio"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il rinnovo del Contratto collettivo specifico di lavoro per il gruppo Stellantis, che garantirà aumenti del 6,6% a circa tremila addetti in Puglia, è stato definito dal segretario generale della Fim Cisl Puglia, Michele Tamburrano, un «segnale importante in un momento difficile». L’accordo, tuttavia, non basta a placare le tensioni nel settore, visto che il prossimo 20 giugno a Bari è previsto uno sciopero indetto da Fiom e Uilm per protestare contro il «silenzio assordante» di Federmeccanica e Assital riguardo al rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici.

La Fiom, in particolare, ha espresso forti riserve sull’esito delle trattative per il biennio economico del Ccsl, concluse il 6 giugno a Torino con Stellantis, Iveco, Cnh e Ferrari. Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom Cgil, e Maurizio Oreggia, coordinatore nazionale Fiom automotive, hanno parlato di una «miope posizione di chiusura» da parte delle aziende, che avrebbe impedito di raggiungere un’intesa più ampia. «Abbiamo cercato in ogni modo di condividere una proposta che potesse essere un passo avanti», hanno spiegato, sottolineando come la mancata firma rifletta un «pregiudizio» verso il loro sindacato.

Intanto, la Uilm Basilicata ha portato all’Esecutivo nazionale del sindacato, riunitosi a Roma, i risultati ottenuti con l’accordo sul Ccsl di Stellantis. Il segretario regionale Marco Lomio ha definito l’intesa «un segnale di volontà industriale», capace di dare «certezze economiche» ai lavoratori. Resta però sullo sfondo la questione più ampia degli stipendi in Italia, dove la crisi economica degli ultimi anni – aggravata da una transizione mal gestita verso l’euro – ha lasciato troppi lavoratori ai margini della soglia di povertà.

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