1976: l’anno del Toro, cinquant’anni dopo l’ultimo scudetto arriva il podcast di Rai Radio1

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A cinquant’anni esatti da quel 16 maggio 1976, quando il Torino calò il suo decimo e, per ora, ultimo scudetto, il racconto di quell’impresa ritorna attraverso le voci dei protagonisti e il polverone delle cronache d’epoca. Sarà disponibile su RaiPlay Sound a partire da domani, giovedì 7 maggio, il podcast dal titolo “1976: l’anno del Toro”, realizzato da Nico Forletta – un lavoro che non celebra soltanto un anniversario sportivo, ma riannoda i fili di una memoria collettiva segnata dal lutto e dalla resilienza. Perché quello scudetto, lo ricordano bene anche i più giovani solo per sentito dire, arrivò ventisette anni dopo la tragedia di Superga: il 4 maggio 1949, la squadra leggendaria di Valentino Mazzola e dei suoi compagni scomparve schiantandosi sulla collina che sovrasta Torino. Da quel giorno, ogni vittoria granata ha assunto il sapore di un riscatto, e quello del ‘76 ne fu forse l’espressione più compiuta.

La genesi di un campionato: Radice, il cambio in panchina e la rimonta sulla Juventus

Tutto cominciò, come spesso accade nelle favole sportive che poi diventano epica, con un movimento apparentemente minore: l’estate del 1975 portò in granata Luigi Radice, un tecnico capace di trasformare un gruppo solido in una macchina da guerra capace di giocare a calcio e di dominare fisicamente gli avversari. La squadra – che annoverava nomi destinati a diventare miti come Paolino Pulici, Francesco Graziani, Claudio Sala e il difensore Roberto Mozzini – era fortissima sulla carta, ma serviva l’alchimia giusta. Radice la trovò, e ne nacque un campionato entusiasmante, condotto a rimonta proprio ai danni della Juventus: i bianconeri, in primavera, vantavano cinque punti di vantaggio, un margine che sembrava incolmabile nell’economia del vecchio pallone dai due punti a vittoria. Invece il Torino non mollò, rosicchiò metro dopo metro e arrivò alla volata finale con una determinazione che ancora oggi fa discutere gli storici del calcio. Il titolo arrivò con 45 punti, due più degli odiati cugini, e il salto di qualità coincise con una partita maledetta e benedetta insieme: la prima vittoria a Monza, dove Radice, Sala e Castellini posero la prima pietra di un cammino trionfale.

Il difetto della perfezione: Mozzini e quel rammarico di Gigi Radice

Eppure, come ebbe modo di confessare lo stesso Radice in un’intervista storica raccolta da Paolo Frajese, qualcosa non andava perfettamente. Al triplice fischio di Torino-Cesena – il match che sancì matematicamente la conquista del tricolore – c’era qualcuno, tra i protagonisti in campo e fuori, che non sembrava poi così incline ai festeggiamenti sfrenati. Il motivo? Un’incompiuta. Non erano riusciti a vincere tutte le partite casalinghe, né a stabilire un record che sembrava alla loro portata. “Ne bastava una”, avrebbe poi raccontato Mozzini, “ma Radice ci ricordò che nulla è perfetto”. Il tecnico si mostrava curiosamente rammaricato, quasi che lo scudetto, per quanto atteso ventisette anni, avesse il sapore amaro di un’occasione sprecata per entrare nella storia anche sotto l’aspetto statistico. Un lusso, se ci si pensa, da vincenti veri: potersi permettere di lamentare un dettaglio nell’ora più dolce. E proprio questa umana, imperfetta bellezza ha reso quell’annata così vivida nei ricordi di chi c’era – Salvadori raccontato dai compagni, per dirne uno – e di chi da allora continua a tramandare la fiaba granata di generazione in generazione.

La Partita della Storia e le modalità per gli accrediti stampa

L’eco di quella stagione non si è spenta, tant’è che il Torino Football Club ha organizzato per sabato 16 maggio 2026, allo Stadio Olimpico Grande Torino, un evento commemorativo intitolato “Partita della Storia”. I giornalisti che volessero coprire l’iniziativa dovranno richiedere l’accredito stampa entro e non oltre le ore 18.00 di lunedì 11 maggio, inviando la domanda all’indirizzo mail [email protected] secondo le consuete procedure (ogni testata potrà inviare al massimo due richieste, salvo diverse indicazioni contenute nel regolamento interno). Nessuna celebrazione fine a se stessa, dunque, ma il tentativo di ricucire il presente con un passato che resta punto di riferimento assoluto per una piazza, quella granata, che da quel 1976 non ha più rivinto un campionato. Il podcast di Forletta, in questo senso, si inserisce come documento sonoro capace di restituire la tensione, la polvere, le interviste d’epoca e la voce dei protagonisti – dentro e fuori dal campo – senza la retorica stucchevole che spesso accompagna le ricorrenze. Un ascolto che si annuncia necessario non solo per i tifosi del Toro, ma per chiunque voglia capire come si costruisce un’impresa, fatta di sudore, rimonte e di quel sottile rammarico per la perfezione mancata.

Meta description: Podcast Rai Radio1 “1976: l’anno del Toro” su RaiPlay Sound dal 7 maggio. A 50 anni dallo scudetto granata, voci e cronache dell’epoca.

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