La voce di Cupido, un on the road calabrese tra camion e podcast stasera su Rai 1
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Un camion, un podcast d’amore e i paesaggi della Sila formano il nucleo de “La voce di Cupido”, film che apre, questa sera in prima serata su Rai 1, la nuova stagione della collana “Purché finisca bene”. La pellicola, diretta da Ago Panini e interamente girata in Calabria con il sostegno della Calabria Film Commission, affida le sue sorti a un cast che vede Chiara Francini nel ruolo della camionista Paola e Giorgio Marchesi in quello di Lucio, voce suadente del podcaster che dà il Titolo alla commedia. La trama, che mescola ironia e sentimenti, prende le mosse da un incontro inatteso, destinato a trasformarsi in un viaggio attraverso la regione, il quale ribalta, senza troppi preavvisi, gli stereotipi più consolidati e le aspettative dei protagonisti.
Un triangolo in movimento tra le curve della Sila
Accanto a loro, infatti, si muove il personaggio interpretato da Michele Rosiello, un autista di noleggio con conducente che guida un’auto elettrica, il quale completa un triangolo dalle dinamiche imprevedibili. La storia, che fa del viaggio il suo motore narrativo principale, costruisce le sue situazioni comiche e romantiche proprio dallo scontro, prima, e dalla successiva mescolanza di mondi e professioni tanto distanti: quello della guida di un pesante mezzo di trasporto e quello dell’intimità creata dalla voce in un podcast. La produzione, curata da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction, punta dunque su un connubio collaudato, quello della commedia a lieto fine, ambientandolo però in contesti insoliti e valorizzando, al tempo stesso, territori meno battuti dal grande racconto televisivo.
La forza di un format che guarda al cuore senza retorica
La scelta di Calabria come set unico non rappresenta, in questo senso, un mero sfondo scenografico ma diventa parte integrante della vicenda, con le sue strade e le sue atmosfere a influenzare il ritmo della storia. Il film, che va in onda alle 21.30 e sarà disponibile anche su RaiPlay, si inserisce in una tradizione di ascolto televisivo familiare, proponendo una narrazione leggera ma non banale, capace di trattare temi come l’amore e la ricerca di sé senza scivolare nella retorica. Le riprese, svoltesi interamente nella regione, hanno permesso di catturare la varietà dei suoi panorami, che vanno dalle zone montuose dell’altopiano silano fino alle aree costiere, offrendo uno spaccato autentico che funge da contrappunto naturale alle vicende dei personaggi.
Un ritorno che punta su ironia e paesaggi italiani
Il ritorno della collana “Purché finisca bene” con questo titolo segna, pertanto, una continuità nello stile e nell’intento di intrattenimento, pur innovando per quanto riguarda le ambientazioni e le professioni dei protagonisti. La regia di Panini mantiene uno sguardo volutamente lieve, lasciando che siano le situazioni e i dialoghi a costruire la progressione emotiva, senza forzature drammatiche. Ne risulta un prodotto che punta sulla caratterizzazione dei ruoli e sulla genuinità delle interazioni, elementi che, combinati con la scoperta di luoghi dal forte impatto visivo, intendono conquistare il pubblico della prima serata del canale generale. La trasmissione in una data prossima alla fine dell’anno rafforza, del resto, l’aspirazione a un racconto dal finale rassicurante e positivo, in linea con lo spirito della serie di cui il film fa parte.




