Caro carburanti, Cna Cremona chiede sanzioni contro le speculazioni
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Redazione Economia
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Il caro carburanti torna al centro del dibattito con la richiesta di intervenire contro le possibili speculazioni sui prezzi del gasolio avanzata da Laura Martinelli, referente dell’Ufficio Trasporti di Cna Cremona. Nella nota diffusa oggi viene espressa una valutazione positiva per il rispetto degli impegni assunti dal Governo, ma anche una forte preoccupazione per la continua crescita dei prezzi del diesel, considerata particolarmente rilevante alla vigilia del pieno avvio delle vacanze estive. Secondo l’ultimo report della Cgia di Mestre, nella provincia di Cremona i rincari dei carburanti determinano ogni mese un maggior esborso complessivo di 5,7 milioni di euro tra imprese e famiglie.
Gli aumenti del gasolio e il peso dei rincari su imprese e famiglie
Da diversi giorni i prezzi dei carburanti risultano sostanzialmente fermi sui livelli elevati raggiunti dopo l’ennesima crisi che ha fatto aumentare i costi di benzina e gasolio alla pompa. La situazione viene descritta da Cna Cremona come un elemento di forte attenzione, soprattutto per l’impatto del diesel sulle attività economiche e sulla spesa quotidiana. Il caro carburanti, secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, rischia di costare agli italiani oltre 13,6 miliardi di euro nel 2026, con un aggravio di circa 1,1 miliardi di euro al mese rispetto all’anno precedente a parità di consumi.
Gli ultimi dati sui prezzi mostrano un livello particolarmente alto per i rifornimenti effettuati in modalità self service. Nell’ultima settimana la benzina ha raggiunto circa 2 euro al litro, mentre il diesel è arrivato a circa 2,10 euro al litro. Rispetto al periodo precedente l’inizio del conflitto nel Golfo Persico, gli aumenti registrati sono del 19,3% per la benzina e del 21,5% per il gasolio, valori che hanno alimentato le richieste di maggiore attenzione sul funzionamento del mercato dei carburanti.
I dati sulle compagnie petrolifere e la richiesta di controlli
Nella nota di Cna Cremona viene richiamato anche il tema dei guadagni delle grandi compagnie petrolifere, indicati come un elemento utile per analizzare i fenomeni speculativi. Secondo quanto riportato, i dati economici del secondo trimestre delle principali società del settore mostrano risultati in crescita: la compagnia saudita Aramco, indicata come la più grande al mondo, ha registrato un aumento del 34% dell’utile netto nonostante sia stata la più colpita dalla chiusura di Hormuz. Su questo scenario si inserisce la richiesta di sanzionare chi specula sul gasolio e di prestare attenzione agli effetti degli aumenti sui consumatori.
I prezzi medi rilevati dal Mimit sulla rete nazionale
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha diffuso gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti relativi a lunedì 10 agosto 2026. Sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalità self service è risultato pari a 1,985 euro al litro per la benzina e a 2,076 euro al litro per il gasolio. Le rilevazioni mostrano quindi valori ancora vicini alle soglie raggiunte nelle settimane precedenti, con il diesel che continua a rappresentare il principale elemento di preoccupazione per gli effetti sui costi sostenuti da famiglie e imprese.
Sulla rete autostradale i prezzi medi self service risultano ancora più elevati rispetto alla rete ordinaria. Per la benzina il valore medio rilevato è di 2,056 euro al litro, mentre per il gasolio raggiunge 2,151 euro al litro. I dati del Mimit si aggiungono alle valutazioni espresse da Cna Cremona e alle stime della Cgia di Mestre, delineando un quadro caratterizzato dalla permanenza di prezzi alti dei carburanti e dalla richiesta di interventi contro gli eventuali fenomeni speculativi.
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