Russell penalizzato a Singapore: partirà dal fondo della griglia
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Redazione Sport
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George Russell dovrà partire dal fondo della griglia nel GP di Singapore dopo il guasto alla power unit che lo ha costretto al ritiro nell’ultima gara disputata a Sepang. La Mercedes monterà sulla sua monoposto una nuova unità, andando oltre il limite stagionale di quattro previsto per ciascun pilota e facendo scattare la penalità. È un altro colpo pesante per il britannico, che arriva a Marina Bay già staccato di 84 punti dal compagno di squadra e leader del Mondiale Kimi Antonelli, quando alla fine della stagione mancano sette appuntamenti.
Il guasto in Malesia costa caro nella corsa al Mondiale
L’origine della penalizzazione è il problema meccanico accusato nel finale del GP del Bahrain in Malesia. Il britannico era terzo e si trovava dietro la Safety Car quando, a cinque giri dalla bandiera a scacchi, è stato costretto ad arrestare la vettura all’ingresso di curva 1 per un cedimento improvviso della componente propulsiva. Il ritiro ha cancellato un piazzamento sul podio ormai molto vicino e ha permesso al suo diretto rivale interno di ampliare ulteriormente il vantaggio in classifica, dopo aver concluso la corsa al secondo posto alle spalle di Max Verstappen.
I primi controlli effettuati sulla monoposto hanno individuato un cedimento meccanico sul lato della power unit, anche se l’esatta causa del problema non era stata ancora determinata dopo l’ispezione iniziale. La necessità di utilizzare un motore nuovo modifica però immediatamente la situazione tecnica del pilota inglese: il contingente regolamentare per la stagione è già stato esaurito e l’impiego di ulteriori elementi comporta una retrocessione sulla griglia di partenza. La difficoltà è accentuata dalle caratteristiche del circuito cittadino di Marina Bay, tradizionalmente molto meno favorevole ai sorpassi rispetto a piste sulle quali una rimonta dal fondo può essere costruita con maggiore facilità.
La Sprint non sarà interessata dalla retrocessione
Il fine settimana presenta una particolarità importante: quello asiatico sarà l’ultimo evento Sprint della stagione. La sanzione legata al cambio della power unit riguarderà la gara principale di domenica e non la corsa breve del sabato, lasciando quindi al pilota la possibilità di disputare normalmente la Sprint e di raccogliere punti prima di affrontare il Gran Premio dalla parte conclusiva dello schieramento. Il programma prevede venerdì una sola sessione di prove libere e le qualifiche Sprint, sabato la gara breve e le qualifiche tradizionali, mentre il Gran Premio si correrà domenica 11 ottobre sulla distanza di 62 giri.
La situazione richiama quanto accaduto al compagno di squadra a Monza, dove una penalizzazione analoga lo aveva costretto a scattare dalla diciannovesima posizione. In quella circostanza il giovane italiano riuscì a completare una rimonta fino alla vittoria, superando durante la gara anche l’altra Freccia d’Argento. Il precedente, tuttavia, maturò su uno dei tracciati più favorevoli ai sorpassi dell’intero calendario, mentre le strade della città-Stato offrono spazi molto più ridotti e rendono particolarmente importante la posizione conquistata in qualifica.
Possibile anticipo per la power unit aggiornata
Il cambio forzato potrebbe avere anche una conseguenza sui programmi di sviluppo della squadra. L’intenzione iniziale era utilizzare più avanti una nuova specifica, probabilmente in occasione della tappa statunitense di Austin, sfruttando l’opportunità concessa dal sistema ADUO introdotto con i regolamenti 2026 per consentire interventi aggiuntivi sui propulsori. La versione aggiornata potrebbe invece essere anticipata proprio per questo weekend, evitando di installare adesso un’unità destinata a essere sostituita nuovamente poche settimane dopo e riducendo il rischio di ulteriori penalizzazioni nel finale di campionato.
Il problema al motore arriva dopo un appuntamento malese già complicato sul piano tecnico. La squadra aveva portato a Sepang il più importante pacchetto aerodinamico introdotto dal GP del Canada, ma il comportamento della vettura non aveva prodotto i risultati attesi: temperatura dell’asfalto, caratteristiche della pista e nuove componenti avevano creato difficoltà soprattutto nelle curve lente e nella gestione delle gomme. Nel corso dell’anno anche l’altra monoposto ha accusato problemi di affidabilità, compreso un cedimento del propulsore nel finale della gara di Barcellona, mentre un precedente guasto aveva fermato l’inglese quando era al comando a Montreal.
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