Ultimo, il concerto dei record a Tor Vergata: come 250mila persone hanno riscritto la storia della musica italiana

Ultimo, il concerto dei record a Tor Vergata: come 250mila persone hanno riscritto la storia della musica italiana
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Quando la massa critica diventa evento storico, a parlare non sono più i numeri ma la loro eco. Il concerto di Ultimo a Tor Vergata, andato in scena lo scorso 4 luglio, ha ufficialmente strappato a Vasco Rossi il primato assoluto per il live con più spettatori paganti nella storia della musica italiana: 250mila biglietti stappati, contro i 225mila del Modena Park del 2017.

Una soglia che non rappresenta soltanto un record statistico, ma che fotografa l'esplosione di un fenomeno sociale destinato a lasciare il segno, alimentato dalla voglia di comunità e condivisione che serpeggia tra le nuove generazioni.

Numeri da capogiro e una macchina organizzativa senza precedenti

L'evento, che è costato agli organizzatori uno sforzo logistico enorme, ha letteralmente trasformato la spianata dell'Università di Tor Vergata in una città temporanea, con tanto di tendopoli allestita già da settimane in piazzale Giovanni Paolo II. Solo di tassa di soggiorno, il Comune di Roma ha intascato milioni di euro: un indotto complessivo stimato intorno ai 90 milioni di euro, che fa capire come un evento di queste proporzioni non sia solo un concerto ma un volano economico di prim'ordine.

A garantire la sicurezza ci hanno pensato 1000 agenti di Polizia, 500 sanitari e quasi 3000 addetti tra steward e operatori, mentre la gestione dell'afflusso ha richiesto un piano straordinario per i trasporti con le linee della metropolitana A, B e C attive per tutta la notte. Il palco, poi, era un'opera ingegneristica a sé stante: 140 metri di lunghezza per 60 di altezza, schermi led per 2.500 metri quadrati e una passerella a forma di infinito che tagliava in due la platea, un simbolo caro all'artista romano che è tornato più volte durante la serata.

L'ingresso in elicottero e il viaggio nei ricordi di una generazione

L'arrivo di Ultimo, all'anagrafe Niccolò Moriconi, è stato da rockstar: l'elicottero che sorvola l'area prima di atterrare, l'emozione che gli spezza la voce quando appare sul palco sulle note di "Pianeti". Quasi un'ora di ritardo, poi il cantante romano si è presentato davanti a quel mare di persone con una commozione palpabile, quasi incredulo di ciò che stava vivendo. "Roma, sei un capolavoro. questo non è solo un concerto, questo è il giorno che aspettavo, questa è la favola", ha urlato al pubblico, dando il via a una scaletta che ha attraversato quasi dieci anni di carriera, dai pezzi che lo hanno fatto conoscere al grande pubblico come "Il ballo delle incertezze", fino ai brani del nuovo album "Il giorno che aspettavo", già in vetta alle classifiche. L'unico ospite della serata è stato Fabrizio Moro, l'amico che per primo ha creduto in lui aprendogli le porte dei suoi concerti.

Insieme hanno duettato su "L'eternità (il mio quartiere)", un abbraccio che ha chiuso un cerchio iniziato anni prima al Palalottomatica di Roma.

Il popolo degli ultimi e il passaggio di testimone con Vasco Rossi

Quello che colpisce, osservando le immagini della serata, è l'eterogeneità del pubblico: adolescenti al primo concerto, famiglie con bambini, giovani coppie e persino nonni. Un popolo che si riconosce nelle fragilità raccontate dalle canzoni del cantautore romano, che si sente meno solo grazie a quelle parole che diventano cori collettivi.

La produzione, per far fronte al caldo estenuante, ha permesso l'introduzione di acqua e cibo in deroga ai regolamenti tradizionali, mentre l'artista ha ricordato a tutti il senso di quella favola: "Da quando ero bambino, solo un obiettivo / Dalla parte degli ultimi, per sentirmi primo", il manifesto che ha chiuso la serata con "Sogni Appesi", tra le lacrime del cantante e i fuochi d'artificio che hanno illuminato il cielo.

A rendere ancora più solenne il passaggio di consegne è stato lo stesso Vasco Rossi, che pochi minuti dopo la fine del live ha pubblicato un post su Instagram: "Kom…plimenti a Ultimo e alla città di Roma! Sono davvero felice per Niccolò. Ogni record è fatto per essere battuto. Largo ai giovani… è giusto così!". Una benedizione che suggella l'ingresso di Ultimo nell'Olimpo della musica italiana.

Le riflessioni degli addetti ai lavori

Caterina Caselli, storica produttrice discografica, ha inquadrato il fenomeno in una chiave più ampia, definendolo un segnale sociale oltre che musicale. "Questi numeri non rappresentano soltanto un fenomeno musicale, ma anche sociale", ha dichiarato, spiegando che dopo il Covid i giovani hanno un fortissimo desiderio di ritrovarsi e condividere esperienze collettive che vadano oltre lo schermo di un telefono.

Per la Caselli, non c'è da stupirsi del traguardo raggiunto da Ultimo, perché "è un artista con un seguito enorme" e "molti ragazzi si identificano nelle sue canzoni", e questo è sempre stato uno degli elementi più forti della musica. Un'analisi che trova conferma nella fatica fisica affrontata dai fan, come nel caso della fan umbra che ha raccontato di aver camminato per 20 chilometri all'uscita, o dei ragazzi che hanno dormito in tenda per giorni pur di conquistare un posto in prima fila.

La loro presenza massiccia e sofferente, però, non è stata un deterrente: anzi, è proprio il sacrificio a rendere quel "io c'ero" ancora più prezioso e indelebile nella memoria collettiva.

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