Sorrento, restano in carcere il sindaco Coppola e il collaboratore: i 6mila euro erano una tangente
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Redazione Interno
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Il gip di Torre Annunziata, Emanuela Cozzitorto, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare per il sindaco di Sorrento Massimo Coppola e per il suo stretto collaboratore Francesco Di Maio, fermati in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza la sera del 20 maggio scorso con 6mila euro in contanti, ritenuti dal pool antimafia – coordinato dal procuratore Nunzio Fragliasso – parte di un pagamento illecito legato a un appalto da milioni.
Mentre Coppola, accusato di corruzione, ha accusato un lieve malore durante gli interrogatori e si è avvalso della facoltà di non rispondere, chiedendo però di essere ascoltato al più presto, Di Maio ha scelto una strada diversa: ha confessato, ammettendo che quei soldi erano effettivamente una tangente e fornendo ulteriori dettagli che potrebbero ampliare il quadro delle indagini. Le dichiarazioni dell’uomo, se confermate, potrebbero rivelarsi decisive per ricostruire una trama più ampia, che coinvolge almeno altri 25 indagati.
L’inchiesta, che scuote la Penisola Sorrentina, riporta alla luce un meccanismo ben noto – quello degli appalti pilotati – che, nonostante i decenni di lotta alla corruzione, continua a resistere, alimentato da interessi opachi e da quella "palla al piede" che le mafie, in tutte le loro forme, rappresentano per il Paese. Un sistema che, come dimostrano i recenti sviluppi, non risparmia neppure le amministrazioni locali, tradendo la fiducia di chi quelle istituzioni le dovrebbe servire.




