Arrestato il sindaco di Sorrento Massimo Coppola, colto mentre intascava una mazzetta
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Redazione Interno
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La Guardia di Finanza ha fermato nella serata di martedì 20 maggio il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, nel corso di una cena seguita a un evento sportivo. L’arresto, eseguito dai militari della compagnia di Massa Lubrense, è avvenuto in flagranza di reato, mentre l’avvocato 48enne – eletto nel 2020 alla guida del Comune con una coalizione di liste civiche – riceveva denaro. A coordinare le indagini, ancora in corso, è la Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso, che contesta al primo cittadino illeciti contro la pubblica amministrazione.
Sebbene il principio di presunzione di innocenza resti saldo fino a eventuale condanna definitiva, l’episodio ha scosso la penisola sorrentina, dove già si discute delle conseguenze istituzionali. In caso di sospensione dall’incarico, a subentrare non sarebbe un commissario prefettizio, come erroneamente riportato da alcune fonti, bensì il vice sindaco Paolo Pane.
L’operazione, che rientra in un più ampio filone d’inchiesta sulla corruzione locale, conferma la recrudescenza di certi fenomeni nel Mezzogiorno, nonostante i reiterati annunci di “mani pulite”. La dinamica, per quanto ancora da chiarire nei dettagli, ricorda casi analoghi che hanno coinvolto amministratori campani negli ultimi anni, con modalità ormai stereotipate: incontri informali, scambi rapidi, la falsa sicurezza di agire lontano da occhi indiscreti.




