Firenze, quel mercato e quelle cupole: la Loguetown di One Piece tra gli scorci del centro storico
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nella seconda stagione del live action di One Piece, quella approdata su Netflix il 10 marzo e già capace di polarizzare l’attenzione di critica e pubblico, c’è un luogo che i fiorentini, ma anche semplicemente coloro i quali hanno familiarità con il centro storico cittadino, faticheranno a ricondurre esclusivamente all’immaginario piratesco di Eiichirō Oda. Si tratta di Loguetown, la cosiddetta “città dell’inizio e della fine”, dove il Re dei Pirati Gol D. Roger vide la luce e trovò la morte sul patibolo, dando il via alla grande era della pirateria, e dove Monkey D. Luffy e la sua ciurma fanno tappa prima di avventurarsi nella Rotta Maggiore.
L’episodio, il primo della nuova tornata, scorre via tra inseguimenti, l’introduzione del capitano Smoker interpretato da Callum Kerr e il ritorno di alcuni nemici, ma sono certi dettagli di scenografia, certi fondali, a trattenere lo sguardo dello spettatore italiano. Il mercato affollato in cui Usopp acquista i suoi caratteristici occhiali e Nami incrocia Bartolomeo, il fan numero uno della ciurma che qui compare in un cameo anticipato rispetto alla timeline originale, è un tripudio di bancarelle e passanti che rimanda immediatamente all’atmosfera caotica e vitale del Mercato di San Lorenzo. Non solo: il negozio di katane dove Roronoa Zoro, interpretato da Mackenyu, entra in possesso delle leggendarie spade Sandai Kitetsu e Yubashiri è incastonato sotto un colonnato la cui pavimentazione, i cui colori e la cui disposizione architettonica sembrano ricalcare fedelmente quello che si snoda tra via Panicale e via Sant'Antonino. A suggellare questa impressione, quasi fosse un indizio lasciato appositamente per i più attenti, compare per un attimo l’insegna di Madova, storica bottega di guanti fiorentini situata nei pressi di Ponte Vecchio, un piccolo easter egg che rafforza l’ipotesi di un legame visivo voluto.
La sensazione, guardando la piazza del patibolo dominata dal palco dove Buggy il Clown tenta di giustiziare Luffy, è quella di trovarsi in uno spazio ampio e squadrato che ricorda Piazza Santa Croce quando viene allestita per eventi o mercatini. E alle spalle di quella struttura, a fare da sfondo alla tensione narrativa, si staglia un edificio imponente con una facciata marmorea e due cupole che paiono uscite direttamente da un manuale di architettura rinascimentale: la somiglianza con il Duomo di Firenze, con la sua celeberrima cupola brunelleschiana, è tale da apparire più un tributo che una coincidenza. D’altronde, come osservano alcuni approfondimenti dedicati alla geografia fittizia della serie, l’intera Loguetown sembra attingere a piene mani dal patrimonio artistico del capoluogo toscano, tanto che già in fase di promozione Netflix aveva rilasciato immagini della città immaginaria con dettagli inequivocabili come il campanile di Palazzo Vecchio o la pavimentazione di Piazza della Signoria, luogo che storicamente a Firenze fu teatro di esecuzioni pubbliche.
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