Il Cremlino apre a un possibile incontro Putin-Zelensky, ma intanto un drone russo uccide nove civili a Sumy
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Redazione Esteri
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Mentre a Istanbul si teneva il primo negoziato formale tra Russia e Ucraina dal 2022, un drone russo colpiva un minibus nell’oblast di Sumy, uccidendo nove persone e ferendone altre quattro. L’automezzo, che trasportava civili, è stato centrato in pieno, con il tetto divelto e un fianco sventrato dall’esplosione. I soccorritori hanno impiegato ore per estrarre i corpi e soccorrere i superstiti, in quello che Kiev non ha esitato a definire un altro «crimine di guerra».
Proprio mentre il sangue scorreva al confine, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov dichiarava che un incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky resta «possibile», ma solo dopo che le due parti avranno raggiunto «accordi preliminari». Una condizione che, di fatto, rimanda qualsiasi ipotesi di dialogo diretto, considerando le posizioni inconciliabili dei due schieramenti. Zelensky, dal canto suo, ha ribadito che la Russia «continua a uccidere» e che servono «sanzioni più severe» per fermare Mosca.
L’attacco a Sumy arriva in un momento delicato, in cui alcuni segnali – seppur flebili – sembravano aprire a un possibile disgelo. L’incontro di Istanbul, per quanto tecnico, aveva suscitato timide speranze, subito spazzate via dall’ennesima strage. Intanto, Donald Trump ha avvertito Putin che, in caso di vittoria alle presidenziali americane, imporrà nuove sanzioni alla Russia se non si giungerà a un accordo. Una presa di posizione che, però, non sembra incidere sulla strategia del Cremlino, determinato a proseguire la guerra finché Kiev non cederà su territori e alleanze occidentali.
Sul fronte diplomatico, intanto, polemiche non mancano: il governo italiano ha protestato per l’esclusione di Giorgia Meloni dal cosiddetto «vertice dei volenterosi», un incontro informale tra leader europei sulla sicurezza Ucraina. Una snobatura che Roma ha vissuto come una mancanza di rispetto, in un momento in cui l’Italia cerca di ritagliarsi un ruolo nel complicato scacchiere geopolitico del conflitto.




