Tony Blair incontra Trump alla Casa Bianca per un piano su Gaza
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Redazione Esteri
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L’ex primo ministro britannico Tony Blair è tornato a occuparsi attivamente della scena mediorientale, trovando un nuovo interlocutore d’eccezione nella figura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I due, insieme a Jared Kushner – già inviato speciale per il Medio Oriente durante il precedente mandato – si sono incontrati mercoledì scorso alla Casa Bianca per discutere, a porte chiuse, del futuro di Gaza e di un possibile piano per la regione nel cosiddetto “dopo Hamas”. Blair, che fu rappresentante del Quartetto per il Medio Oriente dal 2007 al 2015, porta con sé una lunga esperienza diplomatica in un’area complessa e segnata da tensioni profonde.
Dell’incontro, definito da fonti vicine all’amministrazione come “una riunione politica”, non trapelano molti dettagli operativi; ciononostante, l’alto profilo dei partecipanti e il momento particolarmente delicato dal punto di vista geopolitico lasciano intuire la volontà di elaborare una strategia di lungo periodo. La presenza di Kushner, il quale durante il suo incarico precedente aveva promosso gli Accordi di Abramo per la normalizzazione dei rapporti tra Israele e alcuni Paesi arabi, suggerisce un possibile tentativo di riallacciare quel filone diplomatico, ampliandone però il raggio d’azione per includere la questione palestinese.
Sullo sfondo di queste mosse restano le dichiarazioni del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, il quale ha recentemente escluso la nascita di uno Stato palestinese sovrano, affermazione che delinea un contesto negoziale estremamente polarizzato. Blair, il cui ruolo attuale non è ufficialmente definito, sembra dunque proporsi come mediatore informale, forte di una rete di contatti che include sia i leader arabi moderati sia l’establishment israeliano.




