Lisei e la commissione Covid: scontro totale su Conte, audizione slitta a data da destinarsi
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Redazione Interno
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Il clima all'interno della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid è ormai incandescente. Il presidente Marco Lisei, senatore di Fratelli d'Italia, si trova al centro di una bufera politica scatenata dalle opposizioni, che ne chiedono a gran voce le dimissioni. Lisei, però, non arretra di un millimetro e rilancia: a suo dire, la sinistra starebbe mettendo in atto un sistematico ostruzionismo per impedire alla commissione di fare luce su presunti sperperi di miliardi di euro durante la gestione dell'emergenza pandemica.
Il nervo scoperto resta l'audizione dell'ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, figura chiave di quel periodo e oggi leader del Movimento 5 Stelle. Dopo un lungo tira e molla, la data per il suo intervento sembrava fissata per i primi giorni di agosto, ma la situazione rimane fluida e carica di tensione.
«Conte è nell'elenco, ma non risponde»: la versione di Lisei
A gettare ulteriore benzina sul fuoco sono state le recenti dichiarazioni del presidente Lisei. Intervistato dal Secolo d'Italia, il senatore di Fratelli d'Italia ha risposto punto su punto alle critiche del centrosinistra, ribaltando l'accusa di vittimismo che gli viene rivolta. Lisei ha rivelato di aver personalmente contattato Giuseppe Conte per concordare la data dell'audizione, ma senza ricevere risposta.
Il presidente della commissione ha sottolineato come l'ex premier sia formalmente inserito nell'elenco delle persone da ascoltare, ma al contempo abbia scelto di non rendere disponibile la sua segreteria per fissare un appuntamento. «La soluzione è semplicissima – ha dichiarato Lisei in un'altra occasione – Conte esce dalla commissione, si fa audire e poi rientra. È una procedura già seguita da altri senatori, ma evidentemente non c'è la volontà politica di procedere».
Una versione, quest'ultima, che trova riscontro nelle parole dello stesso Conte, il quale ha però sostenuto, in un'intervista a La7, di non essere mai stato contattato direttamente da Lisei, aggiungendo di aver dato la propria disponibilità per le date del 4, 5 o 6 agosto.
Le accuse di ostruzionismo e lo scontro sulle deleghe
Il braccio di ferro tra maggioranza e opposizione si gioca su diversi fronti. Da un lato, Lisei e i membri di Fratelli d'Italia accusano Pd e Movimento 5 Stelle di fare ostruzionismo sin dal primo giorno, quando tentarono persino di boicottare l'istituzione della commissione. Dall'altro, le opposizioni contestano aspramente i metodi del presidente Lisei, in particolare la decisione di delegare alcune audizioni a consulenti esterni.
Una prassi, questa, che secondo i gruppi di minoranza violerebbe le prerogative della commissione e che ha portato a momenti di forte tensione, con sospensioni della seduta e richieste formali di intervento ai presidenti di Camera e Senato. Al centro delle polemiche c'è anche la partecipazione di Lisei a una conferenza stampa del suo partito, in cui sono stati anticipati i contenuti di alcune indagini, un comportamento giudicato «grave» e «inadatto» da Pd, M5S e Avs, che hanno chiesto a gran voce le sue dimissioni.
I nodi dell'indagine: mascherine e appalti finiti al setaccio
Mentre la battaglia politica infuria, i lavori della commissione procedono, seppur tra mille scogli. Le indagini si stanno concentrando su due filoni principali. Il primo riguarda gli acquisti di dispositivi di protezione individuale, in particolare le mascherine, con l'accusa, da parte di Fratelli d'Italia, di aver pagato fino al quadruplo del valore di mercato prodotti non conformi e potenzialmente dannosi.
Il secondo filone, destinato a diventare centrale nei prossimi mesi, è quello legato ai vaccini e ai presunti effetti collaterali, un tema che la capogruppo di FdI, Alice Buonguerrieri, ha assicurato verrà affrontato «subito» e senza tabù. Un'altra questione spinosa su cui la commissione sta facendo luce riguarda i 454 mila euro pagati dall'azienda Adaltis all'avvocato Luca Di Donna, socio di studio dell'ex premier Conte, per attività giudicate marginali.
Il presidente Lisei ha spiegato che l'obiettivo è capire se vi siano stati episodi di traffico di influenze, legati all'intermediazione per appalti con la struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri.
La data dell'audizione di Conte e gli sviluppi futuri
La data dell'audizione di Giuseppe Conte, al momento, resta quindi un rebus. Sebbene il suo nome sia in lista e lui stesso abbia dichiarato di essere disponibile a inizio agosto, la mancata comunicazione ufficiale e il clima di scontro generalizzato lasciano presagire che l'iter non sarà semplice. L'ostruzionismo denunciato da Lisei, le richieste di dimissioni del presidente e le divergenze sulle procedure investigative rendono il percorso della commissione particolarmente accidentato.
Di certo, l'audizione dell'ex premier rappresenta l'atto più atteso e delicato dell'intera inchiesta, destinato a segnare un punto di svolta nei lavori o, al contrario, a inasprire ulteriormente un conflitto politico che sembra non avere tregua.




