Fiorentina, Vanoli resta in panchina con l'arrivo di Paratici per la rivoluzione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Fiorentina, in questo momento complicato della sua stagione, sembra aver scelto una linea di continuità tecnica, che procede parallelamente a una profonda rivoluzione dirigenziale. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, infatti, non risultano contatti del club con altri allenatori, segno che la fiducia in Paolo Vanoli, nonostante la posizione in classifica, non è venuta meno. Una scelta, questa, che appare consequenziale se si considera l'imminente ingresso di Fabio Paratici, il cui accordo con la società viola è ormai definito da tempo. L'ex dirigente della Juventus, che ora lavora al Tottenham e che non va definito ex, sarà infatti il nuovo head of football del club, una figura che, pur operando a fianco del direttore sportivo Roberto Goretti e del direttore generale Alessandro Ferrari, avrà mandato pieno nel disegnare il futuro sportivo.

La missione immediata: uscire dalla zona pericolo

Il compito più urgente, per la coppia Vanoli-Paratici, sarà naturalmente quello di guidare la squadra verso la salvezza, obiettivo tutt'altro che impossibile nonostante l'attuale ultimo posto in graduatoria. La rosa a disposizione del tecnico, sebbene forse sopravvalutata in estate, non è certamente paragonabile a quelle delle altre pretendenti alla Serie A, e questo rende il traguardo della permanenza nella massima serie un'operazione realistica. Paratici, il cui ritorno in Italia è considerato sicuro, si troverà quindi a gestire una situazione di emergenza sportiva, ma potrà contare su un margine di manovra e una tranquillità di progetto che raramente i dirigenti di alto livello trovano in un campionato spesso caratterizzato dall'immediatismo dei risultati.

Una rivoluzione tecnica già pianificata

L'orizzonte dell'ex dirigente bianconero, tuttavia, va ben oltre la semplice salvezza, come dimostra il contratto di quattro anni e mezzo già siglato prima delle festività natalizie. La sua figura, che avrà carta bianca sul mercato e sull'assetto dell'area tecnica, è stata voluta dal presidente Rocco Commisso proprio per imprimere una svolta definitiva al progetto. Si parla, non a caso, di una rivoluzione che potrebbe coinvolgere fino a dieci elementi della rosa attuale, con un chiaro distinguo tra giocatori intoccabili, da considerare pilastri per la nuova era, e elementi sacrificabili per fare cassa e spazio a nuovi innesti. Un lavoro meticoloso che inizierà ufficialmente al suo arrivo al Viola Park, sede in cui si decideranno le sorti del club.

Un contesto ideale per costruire

Il fascino della sfida fiorentina per un manager come Paratici risiede proprio nelle caratteristiche uniche del contesto. Ci si trova di fronte, è evidente, a un club dalle grandi ambizioni e dalla storia importante, ma non schiacciato dall'obbligo costante della vittoria che caratterizza altre realtà italiane. A questo si unisce una proprietà solida economicamente, sebbene geograficamente distante, e il richiamo di una città che di per sé rappresenta un fattore attrattivo per i calciatori. Elementi, tutti, che disegnano un terreno di lavoro ideale per chi, come l'ex ds juventino, deve pianificare una ricostruzione di medio-lungo periodo, partendo da una base che, per quanto attualmente fragile in classifica, possiede tutte le potenzialità per risalire la china.

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