Fiorentina nel caos, tra l'attesa di Paratici e i dubbi su Vanoli
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Redazione Sport
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Quella che doveva essere, secondo molte premesse, una stagione di riscatto o quantomeno di serena tranquillità, si è invece trasformata in un incubo per la Fiorentina, precipitata all'ultimo posto della classifica a un turno dal giro di boa del campionato. La vittoria per 5-1 contro l'Udinese, sebbene netta e di prestigio, rappresenta soltanto un fulgido episodio isolato all'interno di un percorso costellato di delusioni e prestazioni opache, che hanno fatto accumulare ai viola un misero bottino di nove punti in diciotto giornate. Una situazione, questa, che riporta inevitabilmente la memoria a momenti bui del recente passato e che ha già fatto scattare, negli ambienti del club, una macchina di valutazioni e possibili contromisure, le cui prime mosse concrete sono attese per l'inizio del nuovo anno.
Il passato che bussa alla porta: la tentazione Iachini
Tra i nomi che circolano come possibili sostituti dell'attuale tecnico Paolo Vanoli, figura con una certa insistenza quello di Giuseppe Iachini, che nel 2020 riuscì nell'impresa di traghettare la squadra verso la salvezza. Lo stesso allenatore, in una recente dichiarazione, non si è sottratto a un cortese ma esplicito richiamo, augurando buona fortuna a Vanoli ma lasciando intendere, senza mezzi termini, una sua disponibilità: "Non esiterei a dare una mano", ha affermato, "in questa situazione anche altri professionisti non rifiuterebbero". Un'affermazione che, al di là della forma, suona come una candidatura non velata e che getta ulteriore luce sulle difficoltà dell'attuale panchina, visto che il ricorso a un tecnico del passato – e legato a un'impresa di sopravvivenza – è sempre sintomo di un'allerta massima.
Le ragioni di una crisi annunciata
La premessa stagionale, come spesso accade in questi casi, era ben diversa: ci si attendeva un torneo combattuto nella parte sinistra della graduatoria, lontano dalle zone calde della classifica. Quell'aspettativa, tuttavia, si è infranta contro una realtà fatta di risultati negativi e di un gioco che stenta a decollare, generando un circolo vizioso di pressione e tensione che i calciatori, stando a molte analisi, finiscono per portarsi direttamente in campo. A questo si aggiunge, elemento non secondario, uno spogliatoio che sembra non rispondere più alle sollecitazioni dell'allenatore, un dato di fatto che di solito prelude a cambi inevitabili. Vanoli, del resto, sta ottenendo numeri perfino peggiori del suo predecessore, il che rende la sua permanenza ancor più dibattuta e problematica.
L'orizzonte Paratici e il futuro immediato
La chiave di volta per comprendere la strategia della società, in questa fase di stallo, risiede nell'attesa dell'arrivo di un nuovo dirigente per l'area tecnica, la cui data di ingresso al Viola Park è fissata per i primi giorni di gennaio. A quel punto, al neo-manager sarà affidato il compito di condurre una revisione rapida ma profonda della rosa e dello staff, nel tentativo estremo di invertire una rotta che al momento appare irrimediabilmente compromessa. È in questo contesto, dunque, che va inserita anche la valutazione sul futuro di Vanoli: la sua panchina, sebbene traballante, non sarà probabilmente oggetto di decisioni definitive prima che il nuovo corso dirigenziale prenda forma, relegando la prossima partita a mero episodio di una crisi sistemica la cui soluzione è rinviata di qualche settimana.




