Novità fiscali 2026: liquidazione automatica dell'Iva e nuovo valore per le permute
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Redazione Economia
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Il panorama dei controlli fiscali è destinato a mutare sensibilmente a partire dal prossimo anno, grazie a due disposizioni di rilievo contenute nella legge di Bilancio 2026. Le nuove norme, che intervengono rispettivamente sulla procedura di accertamento per l’imposta sul valore aggiunto e sulla determinazione della base imponibile per le operazioni di scambio, mirano a razionalizzare l’attività amministrativa e ad adeguare la legislazione nazionale ai principi europei. L’introduzione di una liquidazione d’ufficio semplificata, in particolare, segna un passaggio significativo nell’utilizzo dei dati telematici, trasformando le fatture elettroniche – ormai patrimonio informativo consolidato – in uno strumento di verifica quasi immediato per l’amministrazione finanziaria.
Liquidazione automatizzata per le dichiarazioni omesse
Una delle innovazioni più incisive è senz’altro l’istituzione di una procedura accelerata di liquidazione per le dichiarazioni Iva non presentate, disciplinata dal nuovo articolo 54-bis.1 del decreto presidente della Repubblica 633 del 1972. Il meccanismo, che potremmo definire automatizzato, si applica ai soggetti che – pur avendo emesso o ricevuto fatture elettroniche – abbiano omesso di depositare la dichiarazione periodica. In tali circostanze, l’Agenzia delle Entrate potrà provvedere direttamente alla liquidazione delle somme dovute, basandosi esclusivamente sulle informazioni già in suo possesso attraverso il Sistema di interscambio. Questo approccio, che di fatto rende le fatture elettroniche una banca dati per controlli rapidi, rappresenta un’evoluzione nel contrasto all’evasione e implica, per il contribuente, una necessaria attenzione alla correttezza e completezza dei dati trasmessi in via telematica.
Il nuovo criterio per le operazioni permutative
Parallelamente, un altro cambiamento riguarda la determinazione dell’imponibile Iva nelle operazioni di permuta. A partire dal primo gennaio 2026, infatti, si abbandona il ricorso al cosiddetto “valore normale” dei beni o servizi scambiati. La nuova regola, introdotta dagli articoli 1, commi 138 e 139, della legge 199 del 2025, stabilisce che la base imponibile debba essere calcolata facendo riferimento al complesso dei costi sostenuti dal cedente o prestatore per fornire il bene o erogare il servizio. La modifica, che risponde all’esigenza di un allineamento con i principi dell’Unione Europea, introduce un criterio di valutazione differente, destinato a influenzare la pianificazione fiscale e contabile delle imprese coinvolte in questo tipo di transazioni.
Ampliamento delle banche dati e ritenute tra imprese
Il quadro complessivo della legge di Bilancio, del resto, conferma la volontà di potenziare il sistema di analisi del rischio fiscale e di contrasto all’evasione, in attuazione anche degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Oltre alle misure menzionate, è previsto un ampliamento dell’utilizzo delle banche dati fiscali, che includerà l’accesso alle fatture elettroniche da parte dell’agenzia della Riscossione, e l’introduzione di una ritenuta sui pagamenti effettuati tra imprese. Questi interventi, nel loro insieme, delineano un modello di compliance sempre più precompilato e automatizzato, il cui funzionamento pratico sarà però subordinato all’emanazione dei necessari provvedimenti attuativi, che dovranno anche garantire il rispetto delle normative sulla protezione dei dati personali.




