Riforma delle sanzioni fiscali: novità e conferme

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il provvedimento di riforma delle sanzioni fiscali, che sembra aver raggiunto la sua forma definitiva, porta con sé sia conferme che novità. Tra le conferme, spicca la regola secondo cui non è possibile beneficiare di una riduzione delle sanzioni nel caso in cui la dichiarazione dei redditi venga presentata oltre i 90 giorni dopo la notifica dello schema di atto. Questa regola, nota come ravvedimento operoso, rimane quindi invariata.

Sanzioni più severe per chi rifiuta il concordato preventivo

Nel testo finale del provvedimento, dovrebbe essere confermata l'applicazione di sanzioni accessorie più severe per coloro che rifiutano la proposta di concordato preventivo biennale. Questa misura mira a scoraggiare il rifiuto di accordi preventivi, favorendo invece la risoluzione anticipata delle controversie fiscali.

Pagamento a rate delle sanzioni amministrative

Il provvedimento prevede anche l'introduzione del pagamento a rate delle sanzioni amministrative, con una definizione agevolata. Questa novità dovrebbe facilitare il pagamento delle sanzioni, rendendolo meno oneroso per i contribuenti.

Modifiche all'istituto del cumulo giuridico

Il decreto legislativo di riforma del sistema sanzionatorio fiscale, che sarà oggi in consiglio dei ministri in seconda lettura, introduce alcune modifiche all'istituto del cumulo giuridico. In particolare, vengono escluse non solo le ipotesi di violazioni degli obblighi di pagamento, ma anche quelle di violazioni per indebite compensazioni.

Ridefinizione dei reati di omesso versamento e indebita compensazione

Infine, il decreto ridefinisce i reati di omesso versamento e indebita compensazione. Queste modifiche, insieme ad altre revisioni sul fronte penale, sono state apportate al testo che era stato da ultimo sottoposto al parere delle commissioni parlamentari. Viene inoltre rimodulata la norma che disciplina l'efficacia delle sentenze penali nel processo tributario, con particolare riferimento al giudizio di cassazione.

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