Sinner-Ofner, il debutto romano del numero uno tra attesa e pronostici

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jannik Sinner, da più di un anno ormai saldamente alla guida del ranking mondiale, si appresta a calcare il Centrale del Foro Italico con un peso specifico che va ben oltre il semplice status di testa di serie numero uno. Il suo esordio agli Internazionali BNL d’Italia, fissato per sabato 9 maggio alle ore 19 contro l’austriaco Sebastian Ofner, rappresenta il primo atto concreto di una caccia al titolo che gli è finora sempre sfuggita – l’unico, incredibilmente, tra i Masters 1000 ancora assente dalla sua bacheca. E chissà, potrebbe essere proprio tra queste mura amiche, dove ieri l’ho visto arrivare quasi in sordina accompagnato dai genitori (una presenza, quella familiare, che richiama i sacrifici di un’infanzia trascorsa lontano da casa per inseguire il sogno), che l’altoatesino troverà la quadratura del cerchio.

L’avversario, Sebastian Ofner, non è certo un nome che incuta timore sulla carta, sebbene vada maneggiato con la dovuta cautela. Non esistono precedenti a livello Atp tra i due, un dato che rende il confronto quantomeno sfidante per l’azzurro, costretto a studiare il rivale in tempo reale. Per trovare un riferimento bisogna scavare nella memoria fino al 2019, quando Sinner – all’epoca un diciottenne promettente – lo superò proprio in finale nel Challenger di Ortisei. Un passato remoto che Ofner, reduce dal solido 6-3, 6-3 inflitto allo statunitense Michelsen, ha voluto però rinfocolare a modo suo: “Devo pensare che posso batterlo, se servo bene…”, ha dichiarato l’austriaco, lanciando una sfida che sa più di speranza che di concreta minaccia.

Il tabellone e il grande assente: Alcaraz fuori, Djokovic dentro

Il tabellone maschile di questa edizione, giunto ormai al clou con i primi turni in pieno svolgimento, presenta un quadro piuttosto chiaro per quanto riguarda i favoritismi. L’assenza di Carlos Alcaraz – un vuoto che si fa sentire, eccome – allarga ulteriormente le maglie per Sinner, il quale arriva a Roma forte della scia vortiginosa delle ultime settimane: Indian Wells, Miami, Montecarlo e infine Madrid. Quattro tornei, quattro trionfi consecutivi, una imbattibilità che sfiora la perfezione e che sulla terra rossa italiana cerca l’ultimo sigillo. Nel main draw spicca però il ritorno di Novak Djokovic, vecchia volpe che non ha certo bisogno di presentazioni, e la pattuglia azzurra conta tredici rappresentanti, tutti pronti a sfruttare il calore del pubblico di casa.

I pronostici e la pressione di un debutto annunciato

I pronostici, per Sinner-Ofner, parlano un linguaggio inequivocabile: il numero uno del mondo parte con una quota che rasenta l’ovvio, una forbice tecnica talmente ampia da lasciare poco spazio all’immaginazione. E tuttavia, come spesso accade sui campi del Foro, l’attesa e la tensione del debutto – quella strana miscela di responsabilità e affetto che solo il pubblico romano sa regalare – possono giocare brutti scherzi. Il precedente psicologico, per quanto risalente, è a favore dell’altoatesino, ma Ofner, che ha dimostrato di servire con efficacia nel turno precedente, proverà a imbrigliare il gioco di Sinner con la stessa ricetta usata contro Michelsen. La partita, però, è programmata in fascia serale: alle sette, con il calo della luce e un Centrale presumibilmente gremito, l’austriaco scoprirà ben presto se la sua battuta sarà un’ancora o semplicemente un ulteriore pallone da spiaggiare per il dritto del fuoriclasse di San Candido.

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