Il polo di Goiana sforna il primo hibrido flex fuel: Stellantis accelera con il 48V all’etanolo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il Pernambuco, regione brasiliana nota per le sue bellezze naturali, si conferma anche un laboratorio avanzato di innovazione industriale. È dal Goiana Automotive Hub, infatti, che Stellantis ha scelto di lanciare la sua prossima sfida tecnologica per il Sud America: un sistema mild-hybrid a 48 volt, ma con una particolarità che lo lega indissolubilmente al territorio, ovvero la capacità di funzionare con etanol. L’annuncio ufficiale, arrivato nelle ultime ore del mese di febbraio, chiarisce le intenzioni del gruppo per la prima metà di questo 2026, delineando i contorni di un programma, chiamato Bio-Hybrid, che punta a ibridare l’enorme potenziale della filiera della canna da zucchero con l’elettrificazione leggera. Non si tratta, è bene sottolinearlo, di un semplice adattamento di tecnologie pensate per altri mercati, ma di una soluzione sviluppata dal centro di ricerca e sviluppo locale, il TechMobility, il più grande dell’America Latina, per rispondere a specifiche esigenze di mobilità e a una matrice energetica, quella brasiliana, che vede nel biocarburante un pilastro consolidato da decenni.
Una macchina elettrica multifunzione e l’addio ad alternatore e motorino di avviamento
Il cuore di questa nuova architettura risiede nella sostituzione di due componenti tradizionali dei motori a combustione interna, l’alternatore e il motorino di avviamento, con un’unica macchina elettrica multifunzione. Questo dispositivo, integrato nel sistema MHEV a 48 volt, non solo gestisce l’avviamento del propulsore termico, ma è in grado di fornire una coppia aggiuntiva in fase di accelerazione, supportando il motore e riducendone il carico, e di funzionare come un generatore per recuperare energia in decelerazione e in frenata, immagazzinandola in una batteria supplementare agli ioni di litio da 48 volt. Il sistema, che lavora in parallelo all’impianto elettrico convenzionale a 12 volt, promette di ottimizzare i consumi e le emissioni senza stravolgere l’esperienza di guida, adattandosi anzi alla doppia alimentazione, benzina ed etanolo, tipica del parco circolare locale. Una centrale elettronica, infatti, gestisce i flussi di energia e le diverse modalità di marcia, cercando di sfruttare al meglio il contributo elettrico nei momenti di minor efficienza del termico, come nelle ripartenze da fermo o nelle fasi di traffico intenso.
Quattro modelli già in cantiere e un debutto targato Jeep
Se Stellantis non ha ancora ufficializzato il nome del primo modello che usufruirà di questa tecnologia, le indiscrezioni e le conferme incrociate provenienti dal mercato e dalla stampa specializzata brasiliana indicano con una certa precisione la tabella di marcia. Il primo a beneficiare del sistema Bio-Hybrid a 48 volt sarà verosimilmente il Jeep Renegade, che dovrebbe debuttare con un aggiornamento estetico e interne rinnovate proprio per accompagnare il lancio della versione ibrida. La fabbrica di Goiana, che già produce questo modello insieme ad altri del gruppo, si appresta a sfornare nel corso del 2026 almeno quattro veicoli con questa configurazione. Oltre al Renegade, nella lista dei possibili candidati figurano i fratelli maggiori di casa Jeep, ovvero Compass e Commander, e il pickup Fiat Toro, tutti modelli di grande volume e dal forte appeal sul mercato sudamericano. Significativo, in questo senso, è anche l’adeguamento delle linee produttive: lo stabilimento di Goiana e la vicina planta di componenti di Jaboatão sono già stati oggetto di interventi per realizzare i nuovi cablaggi specifici e modificare le linee di assemblaggio, in modo da integrare la produzione delle versioni ibride senza soluzione di continuità con quelle tradizionali.
Investimenti miliardari per una strategia regionale autonoma
Questa accelerazione sul fronte dell’ibrido leggero si inserisce in un piano di investimenti imponente, pari a 5,6 miliardi di euro (circa 32 miliardi di real) per il quinquennio 2025-2030, che il gruppo ha destinato al consolidamento delle proprie operazioni in Sud America. L’obiettivo dichiarato è quello di lanciare oltre 40 nuovi prodotti o versioni aggiornate, con una forte attenzione alle tecnologie cosiddette bio-hybrid, e la fabbrica di Pernambuco gioca un ruolo centrale in questa strategia, confermandosi un hub per l’innovazione e per la produzione di veicoli a basse emissioni. La scelta di puntare su un sistema a 48 volt, che si affianca ai già rodati sistemi a 12 volt presenti su modelli come Fiat Pulse e Fastback, dimostra la volontà di procedere per gradi nell’elettrificazione, assecondando le capacità di spesa e le abitudini di un pubblico che vede nell’etanolo un carburante economico e rinnovabile. Una strada, questa, che conferma come la transizione energetica, in questa parte del mondo, possa seguire percorsi originali e meno dipendenti dalle sole batterie.




