L’Olimpia Milano perde Nebo e la partita, Trento si prende i playoff

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’ultima giornata della regular season di LBA 2026 lascia strascichi pesanti, ancor prima che si cominci a pensare alla post season. Se da un lato la Dolomiti Energia Trentino costruisce la propria epica – una rimonta nei confronti della Openjobmetis Varese, complice la sconfitta di quest’ultima a Bologna –, dall’altro l’Olimpia Milano esce dall’impianto trentino con un ko che brucia meno di quanto non faccia male l’infermeria. A preoccupare davvero, nella serata che consegna ai bianconeri la decima qualificazione ai playoff della loro storia, è il modo in cui Josh Nebo ha lasciato il parquet: con un problema al ginocchio, a 8 minuti e 51 secondi dalla fine dell’ultimo quarto, quando la partita era ormai in piena ebollizione. Il centro americano – perno silenzioso ma insostituibile della metrica difensiva voluta da coach Peppe Poeta – non ha più fatto ritorno in campo, lasciando i compagni in dieci contro un’Aquila Basket che quel vuoto l’ha subito annusato e trasformato in slancio.

Una serata da sold out, una fuga senza ritorno

Davanti al tutto esaurito della BTS Arena, Massimo Cancellieri – che di queste imprese ha fatto una cifra stilistica – vede la sua squadra toccare anche il +15 nell’ultimo quarto, conducendo il match fin dalle battute iniziali. I bianconeri, spalle al muro e costretti a vincere per tenere vivo un sogno, disputano una gara straordinaria: aggressivi in difesa, lucidi in attacco, controllano con autorità i timidi tentativi di rimonta milanese. Non è solo una vittoria, quella di Trento, ma un vero e proprio passaggio di testimone silenzioso nella lotta per l’ultimo treno utile. Trento si prende l’ottavo posto – la decima volta nella serie A, traguardo che sa di storia per il club – mentre Varese, proprio quella Openjobmetis che avrebbe potuto addirittura chiudere settima, cade sul campo della Virtus Bologna (104-85) e si ritrova relegata al nono posto. La beffa, per i lombardi, è doppia: nella stessa afa bolognese, infatti, arriva la notizia che Trieste ha frenato, e una vittoria avrebbe regalato una posizione ben più nobile.

L’allarme Nebo e il nodo play-off

L’infortunio di Josh Nebo, però, rischia di riscrivere i piani dell’Olimpia in un momento delicatissimo. Milano aprirà la serie di playoff sabato 16 maggio in Gara 1 contro la UNA Hotels Reggio Emilia – una delle formazioni rivelazione del torneo – e l’eventuale assenza del suo centro titolare si configura come un duro colpo per l’economia della squadra. Il ginocchio, si sa, è un verdetto che va rispettato; nessuno ancora può quantificare i tempi di recupero, ma la semplice evenienza che Nebo debba saltare anche solo l’avvio della post season costringe Pezzo Poeta a rivedere gerarchie e rotazioni. L’Olimpia, che pure aveva costruito la propria identità sulla solidità sotto le plance, si ritrova improvvisamente esposta a un interrogativo pesante: senza il suo perno difensivo, l’equilibrio della squadra cambia. E la notte di Trento – quella stessa notte in cui l’Aquila Basket ha scritto la sua decima pagina di playoff – resta lì, a testimoniare quanto sia fragile il confine tra una serata storta e una stagione intera da ricalibrare.

L’impresa di Trento, la resa di Varese

La cronaca della giornata non può prescindere da quel che è successo a Bologna: la Openjobmetis Varese, travolta 104-85 da una Virtus senza sconti, paga lo scotto di un finale di stagione sofferto. Trento, approfittando della contemporanea caduta dei rivali, completa la propria rimonta ideale. Un destino scritto nei particolari: la vittoria di ieri dell’Aquila Basket – sancita da un 84-74 che mai ha davvero messo in discussione il predominio bianconero – non è solo matematica, ma anche psicologica. Perché l’Olimpia Milano, pure priva di Nebo negli ultimi minuti, non è riuscita a imporre la propria fisicità su un campo che diventava sempre più stretto. E mentre i trentini festeggiano il decimo sigillo playoff – con un pubblico che ha riempito ogni ordine di posto – a Varese si chiude una stagione all’insegna dell’amaro: quel nono posto che brucia più di una sconfitta, perché a un passo dalla storia. Il resto, ora, lo diranno i tabelloni di maggio: Reggio Emilia attende, e Milano trattiene il fiato su un ginocchio che pesa come un macigno.

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