Bardonecchia, tra fango e lutti: il nord-ovest piegato dal maltempo
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Redazione Interno
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L’odore del fango, denso e persistente, si confonde con la polvere che si solleva dalle macerie. I volti degli abitanti di Bardonecchia, già provati dall’alluvione del 2023, portano ora i segni di una rassegnazione amara. «È stato peggio della volta scorsa. L’acqua è arrivata come uno tsunami», racconta Hassam, gestore di un locale in piazza Europa, mentre osserva i danni alla sua auto e alla pizzeria. La furia delle acque, questa volta, ha lasciato dietro di sé non solo distruzione, ma anche una vittima.
Un uomo di circa 70 anni è stato travolto dalla piena del rio Merdovine, a poche centinaia di metri dal suo furgone. I soccorsi, coordinati dai vigili del fuoco con l’ausilio dell’elicottero Drago, hanno recuperato il corpo dopo ore di ricerche. Le indagini della polizia cercano ora di ricostruire l’esatta dinamica, mentre la sindaca esprime il cordoglio di una cittadina che, per la seconda volta in tre anni, si ritrova a fare i conti con la violenza della natura.
L’alluvione è stata il culmine di un’ondata di caldo eccezionale, che aveva portato temperature fino a 38°C e innalzato lo zero termico oltre i 5000 metri. Poi, nella notte tra domenica e lunedì, il cedimento dell’anticiclone nord-africano ha scatenato temporali violenti, concentrati soprattutto sull’arco alpino. Il rio Frejus, come altri corsi d’acqua dal regime torrentizio, è esondato in poche ore, trascinando con sé detriti e fango.




